
76 o 79?
Il dibattito è aperto e lo scontro è più accalorato che mai.
Non è un problema che riguarda le estrazioni del lotto e nemmeno la smorfia anche se, in questo senso la differenza tra 76 e 79 è abissale.
Il 76, infatti, rappresenta “A funtana” (la fontana), simbolo di armonia, realizzazione, desideri e aspettative.
Il 79, invece, per la tradizione è “O mariuolo”, il ladro: una persona che sfrutta o ruba qualcosa di valore, talvolta anche in modo subdolo o ingannevole.
Andando oltre questa simpatica notazione storico-culturale (che peraltro a breve potrebbe anche essere superata dall’attualità) torniamo al nocciolo del problema, senza ulteriori divagazioni.
La diatriba tra 76 o 79 è tutta catanese e riguarda lo sport etneo.
Chi si interessa di sport avrà già capito: il problema riguarda il numero di scudetti vinti da compagini catanesi.
Non è una banale questione di numeri: è un problema che fa discutere e non poco, se vero che, al momento, è in corso da parte del Coni un’analisi (chiamarla indagine ci sembra esagerato) per determinare definitivamente il numero.
Qualche tempo fa, all’interno di un articolo che abbiamo pubblicato sulla nostra testata sportiva, abbiamo parlato di 76 scudetti vinti da compagini catanesi e lo abbiamo fatto perché è lo stesso Coni che ci ha fornito questa cifra.
Un nostro lettore, giustamente, ha sottolineato che, invece, gli scudetti sarebbero 79.
Un messaggio che non può lasciare indifferente il cronista: abbiamo deciso di indagare.
La questione è finita nelle mani, e nella calcolatrice in questo caso, del nuovo presidente dell’Ussi Catania, Nunzio Currenti che ha stuzzicato i vertici del Coni siciliano guidato da Enzo Falzone.
Ma andiamo per ordine e prima di proseguire facciamo un breve (in realtà non è breve perché sono davvero tanti) riepilogo dei 79 scudetti vinti da formazioni catanesi (inclusa anche la provincia).

In ballo, appunto, ci sono 3 scudetti vinti nella canoa polo femminile categoria 3x3 dalla Polisportiva Canottieri Catania nel 2016, 2017 e 2018.
Il problema non sta nella vittoria catanese, che nessuno potrà mai togliere, ma nel concepire o meno questa categoria come sport di squadra.
Nella Canoa Polo storica o principale, definiamola così, si gioca 5 contro 5 e ovviamente è considerata sport di squadra.
Su quella 3x3, invece, il dibattito è aperto: deve essere inserita tra gli sport di squadra o invece, come il beach volley per esempio, è da considerarsi sport individuale?
La questione non è facile da diramare anche perché non esiste una regola scritta e si rischia di cadere in opinioni assolutamente soggettive.
In realtà qualcosa che spinge a favore del 79 c’è: nel beach volley (lo usiamo ancora come esempio) gli atleti partecipano ai tornei e ai campionati con i loro nomi.
La coppia Tizio e Caio contro la coppia Sempronio-Rossi (nomi assolutamente inventati).
Nel caso della canoa 3x3, invece, gli atleti partecipano sotto l’egida delle società di riferimento: la razionalità ci induce a dire, quindi, che si tratta di uno sport di squadra.
Insieme a questo c'è anche un altro tassello da inserire che, poi, dipanerebbe tutta la questione: si tratta di campionati organizzati dalla Federcanoa che, ovviamente, fa parte del Coni. Sostanzialmente basterebbe un documento di conferma per chiudere il cerchio.
Ognuno, in questo senso, è libero giudicare liberamente.
Una cosa è certa: che siano 76 o che siano 79 (numero che peraltro potrebbe anche crescere a breve dato che il Catania Beach Soccer è in corsa per vincere un altro scudetto) rappresentano un vanto per Catania e per tutti gli sportivi catanesi.
Perché a Catania si può vincere e ci si può ripetere come dimostra l’Ekipe Orizzonte ormai da anni, le società di Canoa Polo e, ultimamente, i Catania di Beach Soccer e Futsal.











