
La vicenda legata al numero degli scudetti vinti da società sportive catanesi è argomento che non abbiamo intenzione di mollare.
L’intenzione è di andare a fondo stuzzicando anche chi, come Simone Serpotta e Salvo Aliberti, ha una sfrenata passione per le statistiche, tanto da occuparsi di quelle che riguardano Catania, come nel caso del secondo, anche dalla decisamente più fresca Trento.
Vi abbiamo raccontato qualche giorno fa come nel panorama sportivo catanese tenga banco un acceso dibattito che va ben oltre la semplice numerologia: sono 76 o 79 gli scudetti vinti complessivamente dalle squadre della città e della provincia etnea?
Una domanda che, come vi abbiamo spiegato, affonda le radici nella storia recente della canoa polo 3vs3, disciplina lanciata dalla Federazione Italiana Canoa Kayak (FICK) con l’intento dichiarato di creare una sorta di "calcio a 5" della canoa, più agile, più spettacolare, più accessibile.
Ebbene, tra il 2016 e il 2018 la FICK ha ufficialmente organizzato tre campionati nazionali 3vs3, assegnando altrettanti scudetti tricolori conquistati, nel femminile, dalla Polisportiva Canottieri Catania.
FABRIZIO MESSINA CI SPIEGA LA GENESI. “Il progetto del 3 contro 3 - ci racconta il direttore sportivo della Canottieri Catania, Fabrizio Messina - è nato dopo i Mondiali del 2016 disputati a Siracusa, con l’obiettivo di rilanciare il movimento femminile. In quel periodo, molte realtà italiane non avevano la possibilità di schierare dieci atlete per un campionato 5 contro 5. Così è stata creata questa formula ridotta, durata tre anni, pensata per offrire alle piccole società un'opportunità di partecipazione e alle grandi un’occasione per allungare la stagione”.
Si tratta di titoli regolarmente omologati, validi a tutti gli effetti sia sul piano regolamentare che statistico, tanto (per quanto possa valere) da essere riconosciuti anche dalla comunità sportiva su Wikipedia.
La questione è chiarita, forse inequivocabilmente dall’articolo pubblicato sul sito federale nel marzo del 2017: il 3vs3 è nato per volontà esplicita della Federazione, con l’obiettivo di ampliare la base della disciplina e attrarre nuove fasce di praticanti.
Nonostante la successiva sospensione dell’esperienza federale, quelle tre edizioni hanno avuto piena dignità agonistica, premiando squadre che si sono misurate in tornei ufficiali, con arbitri federali, loghi tricolori e scudetti assegnati a norma di regolamento.
E allora, perché continuare ad avere dubbi? Perché in alcune classifiche, persino in contesti istituzionali, quei titoli sono stati ignorati?
Sono domande a cui proveremo, nelle prossime puntate, a fornire delle risposte.
UNA QUESTIONE DI PRINCIPIO SPORTIVO. Come abbiamo evidenziato nel precedente articolo, a nostro modestissimo parere, non riconoscere quei tre scudetti significherebbe discriminare una forma regolamentata di competizione federale.
CATANIA: 79 TITOLI. È ORA DI DIRLO SENZA AMBIGUITÀ. Con il riconoscimento pieno degli scudetti 3vs3 di canoa polo, il totale dei titoli nazionali conquistati da squadre catanesi sale a 79.
In fin dei conti è questa la cosa più importante da sottolineare, anche perché si tratta di scudetti vinti in 17 discipline diverse, tutti tranne quello dei Red Sox Paternò vinti da società che hanno sede nella città di Catania, ma soprattutto è una lista di successi che parte in un’epoca molto recente, ovvero dal 1978 quando alzarono le braccia i pallavolisti della Paoletti e le calciatrici della Jolly Componibili.
25 SU 79: DOMINIO ASSOLUTO ORIZZONTE. Dal 1978 un’incetta di successi con un dominio assoluto targato Orizzonte, adesso Ekipe, capace di vincere il campionato per ben 25 volte a partire dal, recentissimo 1992.
Numeri strabilianti se è vero che dal primo scudetto del 1992, l’Orizzonte non si è più fermata sostanzialmente per 20 anni, vincendo tutti i campionati fino al 2011 con l’unica eccezione del 2007 quando comunque ha finito al secondo posto.
Dopo una pausa di 7 anni, le catanesi hanno ripreso l’incetta con 6 scudetti consecutivi dal 2019 al 2025 (sarebbero stati verosimilmente 7 se il campionato 2020 non fosse stato sospeso per via del Covid).
In un tempo in cui la comunicazione sportiva ha il compito anche di custodire e raccontare la memoria collettiva, è doveroso essere precisi, ma anche giusti.
E la giustizia sportiva passa anche dal rispetto delle vittorie ottenute sul campo, in ogni campo, qualunque sia la dimensione del rettangolo di gioco.











