
Potrebbe esserci un risvolto clamoroso nella "tormentata "storia degli ultimi anni del centro sportivo di Torre del Grifo.
Quando sembrava ormai prossima e praticamente certa la aggiudicazione da parte del Catania Fc, unico proponente, che ha presentato formale offerta irrevocabile di acquisto alla sezione fallimentare, da qualche giorno è sempre. più pressante, con pluralità di indicazioni a tal proposito, la voce che ci sarebbe almeno un altro soggetto giuridico pronto a "sfidare" la proprietà rossazzurra.
E’ doveroso premettere che nel fascicolo telematico di aste giudiziarie tale novità non appare e che fino al 16 ottobre alle ore 12, data ed ora ultime per presentare controfferte rispetto a quella del Catania, non ci potrà essere alcuna l’ufficialità.
Tuttavia, quello che inizialmente sembrava un semplice vox populi, adesso sembra assumere dei connotati meno indefiniti.
A contendere Torre del Grifo al Catania FC ci sarebbe un gruppo, intuitivamente costituito intorno ad una società creata come mezzo al fine, di almeno 10 imprenditori locali che avrebbero costituito un cartello ad hoc con un capitale di 450 mila euro a testa, che in totale forma quei 4 milioni e mezzo di euro necessari per aggiudicarsi il centro a meno di ulteriori proposte al rialzo come prevede esattamente la procedura della gara competitiva.
A quanto pare gli imprenditori avrebbero la volontà di formulare una proposta di rilancio, rispetto a quella del Catania, pari a 250 mila euro in più, importo minimo fissato per il "rilancio ".
Grande riserbo sull’identità dei soggetti in questione: secondo indiscrezioni nel gruppo potrebbe esserci un imprenditore palermitano del settore radio-televisivo, ma attivo anche nel settore ricettivo turistico; un imprenditore catanese che opera nel settore della sicurezza e in quello dell’impiantistica sportiva; un noto imprenditore catanese attivo nel settore turistico e in quello automobilistico.
COSA ACCADREBBE? Come abbiamo spiegato più volte, una situazione di questo genere era e poteva essere assolutamente prevista quando il Catania Fc ha formulato la proposta irrevocabile di acquisto, dopo che anche la settima asta per Torre del Grifo era andata deserta.
Il Tribunale, infatti, mediante la “pubblicità” (ovvero la pubblicazione sui quotidiani locali) dell’offerta, come “prevede la prassi” (citando Camilleri) ha aperto una gara pubblica competitiva per l’aggiudicazione del bene.
Se nel termine assegnato, di una trentina di giorni, nessuno avesse rialzato l’offerta originaria, il bene sarebbe stato dichiarato aggiudicato al primo proponente, ovvero il Catania.
In caso contrario, come adesso sembrerebbe dalle indicazioni insistenti a tal riguardo chi offre di più lo "prende".
Una fattispecie, questa, preventivabile ma forse, nei pensieri del Catania e dei catanesi in generale, poco prevedibile.
E invece, se così fosse, il Catania dovrà adeguare la proposta originaria, ovvero alzando l’offerta (i rialzi hanno una soglia minima di 250 mila euro), se non vuole correre il rischio di perdere un centro sportivo che, oggi più che mai, è diventato imprescindibile per la crescita sportiva del club.
Da capire, e non è un dettaglio da poco, se questo gruppo di imprenditori, abbia come obiettivo solo un’azione meramente di disturbo (molti dei partecipanti hanno avuto a che fare e hanno avuto dei problemi con il Catania o con la sua proprietà), cosa che attesa la serietà ufficiale della procedura che ci occupa tenderemmo ad escludere, o se invece abbia realmente intenzione di “competere” (da capire fino a che punto) per acquisire il centro.
In casa Catania, possiamo dirlo senza paura di essere smentiti, l’ipotesi di dover competere con qualcun altro per aggiudicarsi il centro, non era proprio stata presa in considerazione.
Pelligra, che in un’intervista al Corriere della Sera, ha rilanciato il progetto Catania ribadendo il suo intendimento di portare i rossazzurri in Serie A e in Europa, quanto sarà disposto ad accrescere il budget previsto per la acquisizione della proprietà del centro?
Sono tutte domande a cui, fra pochissimi giorni, e comunque entro la fine del mese, come da provvedimento del Tribunale pubblicato ai primi di agosto, arriverà una risposta concreta.
Intanto, però, come “vuole la prassi”, a giocare questa partita potrebbe non essere una sola squadra.










