
Per la prima volta nella sua storia, il CUS Catania ha preso parte alla processione per l’offerta della cera dedicata a Sant’Agata.
Un momento simbolico e carico di significati.
La polisportiva più longeva della città, prossima agli ottant’anni di attività, è stata ufficialmente accreditata alla tradizionale celebrazione religiosa che apre i festeggiamenti in onore della Santa Patrona.
Un passaggio storico, che rafforza un legame già profondo con Catania e i suoi cittadini.
Il CUS, da sempre punto di riferimento per la promozione dello sport agonistico e per la formazione sportiva degli studenti universitari, ha scelto di segnare questo momento nel cammino che porterà all’anniversario del 2027.
Un percorso che guarda avanti, ma che non dimentica le radici.
La partecipazione alla processione è stata fortemente voluta dal presidente Massimo Oliveri e condivisa dall’intero Consiglio direttivo.
Una presenza che, per la prima volta, ha visto una delegazione cusina sfilare nella celebrazione che unisce fede, storia e identità cittadina.
Perché a Catania la devozione per Sant’Agata è molto più di un rito. È appartenenza.
La festa agatina, momento di unione collettiva che supera differenze e confini, richiama valori di resistenza, coraggio e dedizione.
Gli stessi valori che il CUS Catania incarna nello sport, dentro e fuori i campi di gara.
«Rappresentare la parte sportiva della città, con il CUS che è la società polisportiva più antica di Catania, è stato un onore per me e per la delegazione presente», ha dichiarato il presidente Massimo Oliveri.
«Vedere il Gonfalone del CUS Catania nella processione dalla Chiesa di Sant’Agata alla Fornace fino alla Cattedrale, tra le autorità istituzionali locali, nell’anno del Giubileo Agatino che celebra i 900 anni dalla traslazione delle reliquie da Costantinopoli, è stato profondamente emozionante. Una presenza che testimonia il legame autentico con la città e i catanesi».
La delegazione era composta dal presidente Oliveri, dai consiglieri Lorenzo D’Arrigo e Stella Di Stefano, vicepresidente vicario e vicepresidente, e da tre atleti iscritti all’Università di Catania: Francesco Bruno, Mattia Marsiglia e Sofia Torrisi, insieme ad alcuni componenti dell’amministrazione e a diversi soci.
Il gesto finale, semplice e potente, ha suggellato la partecipazione.
Due ceste di candele votive offerte alla Santa, un segno di devozione e di identità condivisa.










