
Pare, purtroppo, evidente che il Catania sembri avere dimenticato come si vince e non solo.
Quattro partite senza il successo pieno, sebbene tre disputate fuori casa, sono troppe per una squadra ed una società che hanno come obiettivo il primo posto.
Se dobbiamo giudicare il punto strappato a fatica dal Catania a Cerignola per come è andata la partita, è giusto sottolineare che si tratti di un risultato più che positivo, anzi dal sapore addirittura miracoloso sol che si pensi ad almeno tre interventi di Dini provvidenziali con l'avversario lanciato in porta.
Se, invece, dobbiamo essere seri, non possiamo non affermare come la prestazione a tratti sconcertante del Catania (vedasi tre assurdi errori difensivi nei primi 20 minuti senza conseguenze grazie a Dini) a Cerignola non sia affatto in linea con una squadra che ambisce alla promozione e che, purtroppo, continua ad essere la conseguenza di una gestione generale, tecnica e societaria, sconcertante e confusionaria.
Per non dire pessima.
Se la società crede che possa continuare il campionato regalando dalle cinque alle sei assenze partita per partita, allora abbiamo a che fare con una "logica" incomprensibile.
LE SCELTE. Al netto della mancanza di divulgazione pubblica dei convocati e della conferenza stampa dell’allenatore, la notizia del giorno è l’assenza tra i titolari di Cicerelli.
E, signori, così non ci siamo proprio al di là del valore o dei problemi del ragazzo.
Notizia a metà se è vero che questo spiffero circolava già da qualche giorno tra i tifosi e, grazie ai social, aveva anche sorpassato i confini siciliani.
Sostanzialmente che Cicerelli non avrebbe giocato lo sospettavano in tanti.
E anche sotto questo profilo non solo così non va e non si andrà molto lontano, temiamo, ma anche che davvero la società nella sua componente apicale pare affezionata sempre agli stessi errori.
Toscano da una chance dall’inizio a Stoppa e Lunetta, dietro Forte, se è vero che di Caturano ancora non si hanno notizie, quantomeno finalmente positive.
E di positivo non c’è nemmeno l’avvio di una partita che sembra la sagra degli errori, madornali, addirittura grotteschi quelli del Catania in difesa, abbastanza gravi anche quelli del Cerignola in avanti.
Il Catania soffre, i pugliesi non ne approfittano.
Rossazzurri che viaggiano, anzi si muovono a distanza siderale dalla porta: Dini, Lunetta e Di Tacchio sembrano gli unici sul pezzo.
E se le parate del primo salvano il risultato, il secondo, da solo, non può certo vincere la partita mentre il terzo fa quel che può per creare una diga a metà campo.
Lunetta farà poi reparto da solo quando anche Forte finisce nel lazzaretto rossazzuro per un problema all’inguine.
Il Catania si ritrova, pertanto, delle tre punte centrali in organico, senza alcuna tra queste, con Caturano e Rolfini mai visti in campo.
Questa gestione assurda, inopinata, incredibile, dei giocatori, al di là di analisi e individuazione delle cause, chiama in causa in via diretta la gestione e le scelte dell'amministratore delegato.
Funziona così in una organizzazione che vuole essere tale e che pare essersi avvitata sulle stesse manchevolezze dello scorso campionato.
Torniamo alla gara: ci prova e si danna Lunetta e con un po’ di precisione in più avrebbe pure potuto compiere il miracolo.
Sembra, quindi, di ripercorrere la passata stagione: per i risultati, per gli infortuni, per la gestione di quest’ultimi e per le troppe, infinite voci che circolano intorno a squadra e società.
La società questa sconosciuta, esattamente come i cambiamenti di decisione da parte degli arbitri dopo il consulto con la Fvs: totalmente inesistenti.
PIOVE SUL BAGNATO. E se, di solito, dopo l’intervallo le cose migliorano, il Catania riesce a fare peggio regalando altre due occasioni ghiotte ghiotte a Cuppone, ancora una volta, per fortuna e per bravura altrui, stregato da Dini.
A Toscano, o meglio al suo secondo Napoli, non rimane che tentare la carta Cicerelli (evidentemente fuori per scelta tecnica).
La notizia o la novità è che il Catania comincia a dare flebili segnali di vitalità, tenta delle sortite offensive e si vede annullare (giustamente) un gol del solito Lunetta.
Ci sarà tempo, più avanti, per chiedersi perché Cicerelli non abbia giocato dall’inizio e perché si è deciso di regalare più di un tempo agli avversari senza creare loro alcun problema.
Ma sono lampi, sprazzi e serve la traversa e un altro errore degli attaccanti pugliesi a salvare almeno il pareggio.
Ormai è chiaro: il Catania delle prime tre giornate pare già passato remoto.
Il Catania, a meno di clamorosi cambiamenti, è quello di Cosenza, quello di Cerignola che, ogni tanto, riesce ad alzare la testa come accaduto a Trapani.
Sostanzialmente il Catania è nuovamente quello della passata stagione, nonostante siano cambiati numerosi nuovi giocatori.
Ragionando per assurdo (ma non troppo) sembra che in attesa di ambientamento i giocatori del Catania stiano sempre nei binari giusti, dopo essersi acclimatati, invece, cominciano a deragliare progressivamente.
Succede ogni anno, succede sempre.
Ed è un deja vu che non può piacere, nemmeno un po'.










