
La regola base del calcio recita che per vincere le partite basta segnare un gol in più dell'avversario.
Il Catania quest'anno, soprattutto in casa, ne fa sempre uno in più degli avversari, tra l'altro senza mai subirne e continua a vincere le partite.
Contro il Cosenza ne ha fatti 2 (con Jimenez e Lunetta) e sono serviti a superare l’ennesimo ostacolo.
Partita dominata ma nello stesso tempo complicata.
Un altro segnale, comunque: al Benevento a cui non riesce la mini fuga ed al campionato, se è vero che Toscano ha vinto una gara tenendo tanti "pezzi "pregiati in panchina.
LE SCELTE. Numerose novità nelle scelte di Toscano, alcune forzate, altre tecniche.
C’è Miceli, appena arrivato, al centro della difesa; buono il suo esordio. C'e' Corbari a centrocampo al posto di Di Tacchio (neanche in panchina per un colpo subito alle costole), sempre positivo il suo apporto, ma soprattutto c’è Rolfini come centravanti, supportato da Jimenez e D’Ausilio.
Volenterosa la prova del centroavanti alla ricerca del primo gol in campionato che meriterebbe .
Solo panchina, dunque, per Caturano, Forte e Bruzzaniti e per tutti gli altri nuovi arrivi: Cargnelutti, Di Noia e Ponsi.
Una panchina così, è giusto dirlo, la sogna qualsiasi squadra di Serie C.
PARTITA A SENSO UNICO. La partita è subito monotematica, con il Catania in avanti fin dalle prime battute.
Rossazzurri che trovano una rete che, dopo una lunghissima revisione, viene annullata per un fuorigioco che, in realtà, c'era.
Un vigore offensivo che, però, pare spegnersi via via che passano i minuti, con il Cosenza che prende un pizzico di coraggio e si fa vedere, sia pure timidamente, dalle parti di Dini.
Ne risente un po' lo spettacolo perché la partita diventa a scacchi presententando le difficoltà tipiche della categoria.
Ma come spesso accade, quando tutto sembra fare pensare ad un epilogo della prima frazione verso il pari, basta una scintilla per riaccendere il fuoco.
La scintilla la mette Jimenez che conclude, in gol, un’azione ben congeniata da D’Ausilio e Donnarumma.
Catania in vantaggio con grande merito e prima che eventuali ansie e timori potessero prendere il sopravvento.
Proprio Donnarumma, ad una manciata di secondi dalla fine del primo tempo ha tra i piedi l’occasione del 2 a 0, ma dopo aver preparato tutto bene, si perde nella conclusione.
Anche nella ripresa il Catania parte con buona propensione offensiva: Rolfini ha un pallone d’oro per il 2 a 0, ma lo calcia addosso ad un avversario.
Il Cosenza comincia a spingere, mentre il Catania agisce di rimessa e ogni volta che parte è sempre pericoloso.
I CAMBI. Ma Toscano sa che è meglio mettersi al sicuro e comincia a "pescare" dalla sua panchina: Lunetta per D’Ausilio; Caturano per Rolfini, tra i migliori in campo.
La musica è sempre la stessa, anche se il Cosenza, con un calcio di punizione dal limite, mette seriamente paura a Dini. Il portiere respinge proprio sulla linea di porta .
Nel frattempo, si rivede Ierardi dopo la squalifica e l’infortunio (prende il posto di Allegretto) e si vede, per la prima volta, Di Noia (esce Corbari).
Il difensore destro dà la sua impronta alla partita chiudendo ogni varco sulla sua corsia difensiva, promuovendo al contempo ripartenze per Casasola e Jimenez che danno fiato alla squadra mettendo in difficoltà il Cosenza.
Continuano a fioccare i contropiede e, alla fine, il Catania passa ancora.
Serviva Lunetta per buttarla dentro per la seconda volta e chiudere una partita totalmente dominata dai rossazzurri.
C'è spazio per un'altra occasione rossazzurra (Caturano, tradito dal campo, sbaglia un gol clamoroso) e per vedere la squadra in controllo pieno della gara aspettando il triplice fischio.
Il Cosenza, spesso indigesto ai colori rossazzurri, viene così superato, consentendo al Catania di riagganciare la vetta della classifica in compagnia del Benevento.
La sfida continua, il Catania c'è e ci crede sempre di più.
La corsa verso il traguardo sognato ed ambito da una intera città, continua.










