Riprese e Montaggio di Marco Ferrara
Un pomeriggio di sport, memoria, racconto e soprattutto formazione.
Al Centro Fieristico Le Ciminiere di Catania si è svolto il primo appuntamento del ciclo “Conosciamo lo sport catanese”, promosso da Ussi Catania e Assostampa Catania, dedicato a una delle realtà più longeve e identitarie della città: gli Elephants Catania.
Moderato dal direttore di SudSport e consigliere Ussi Alessandro Fragalà, l’incontro, dal titolo emblematico “Una favola di emozioni”, ha rappresentato un viaggio nella storia, nel presente e nel linguaggio del football americano, con l’obiettivo di “conoscere la storia, capire il presente e saper raccontare una partita”.
Dopo i saluti istituzionali del presidente Ussi Catania Nunzio Currenti, la parola è passata ai protagonisti di una storia lunga quarant’anni.

Il presidente Lucio Maugeri ha ripercorso le tappe più significative di un percorso sportivo “senza interruzioni”, iniziato negli anni ’80 e diventato simbolo di identità cittadina e resilienza.
«È stata un’avventura iniziata 41 anni fa con un gruppo di amici che voleva fare qualcosa di diverso» ha raccontato il presidente degli Elephants».
«Non c’era internet, non c’erano video, ma la curiosità era enorme. Abbiamo deciso di cominciare. La prima volta che ci siamo messi casco e spalliera è stata anche la prima volta che siamo scesi in campo».
Tra alti e bassi, la squadra non si è mai fermata: «Questo è il nostro orgoglio» ha aggiunto il presidente.
«Mentre tante squadre più blasonate di noi si sono sciolte, gli Elephants sono sempre rimasti in campo».
Il capitano e dirigente Dario Privitera ha poi offerto uno sguardo sul presente e sul futuro del football americano nel nostro Paese, tra nuove sfide, crescita del movimento giovanile e la necessità di una maggiore cultura sportiva: «Lo stato di salute del football italiano oggi è positivo. Siamo stati quasi morenti un paio d’anni fa, ma la federazione ha fatto grandi passi avanti. Racconteremo questi quarant’anni degli Elephants e anche il lavoro di una federazione che sta crescendo, grazie a società virtuose come la nostra, soprattutto nella comunicazione».
Un movimento in espansione, conferma Privitera: «Oggi parliamo di 5-6 mila atleti in Italia, tra uomini, donne e bambini, e di quasi 100 società attive. Il flag football sarà alle Olimpiadi di Los Angeles, un traguardo storico».

Infine, Gregorio Barbagallo, giocatore degli Elephants e della nazionale, ha spiegato come raccontare una partita di football rispettando regole e linguaggio tecnico, offrendo una piccola lezione di giornalismo sportivo “di campo”: «Il football è complesso, ma affascinante. Cerco sempre di dare un’infarinatura generale, così chi lo guarda per caso in tv possa capire le regole base e appassionarsi. Il segreto è la sintesi. Raccontare il football significa farlo capire con poche parole».
Barbagallo ha poi parlato del suo legame con la squadra: «La mia è una storia d’amore lunga 25 anni, forse 26 se giocherò anche il prossimo campionato. Ho iniziato a 18 anni e non sono più riuscito a uscirne. È un legame che va oltre lo sport».
L’incontro si è concluso con un vivace dibattito tra pubblico e relatori, confermando la volontà comune di valorizzare e diffondere le storie di sport che fanno grande la città di Catania.











