“Questi campionati ad Alcamo sono certamente una buona occasione per poter ristabilire dell’equilibrio nello scenario nazionale”: è un’energica speranza quella espressa da Gaetano Tafuri, padre nobile della Nuova Accademia del Biliardo, che proprio nella giornata di ieri si è messo in viaggio insieme al suo straordinario team con un obiettivo comune ben preciso: vincere i campionati italiani a squadre di biliardo sportivo che, fino a domenica 15 febbraio, si terranno proprio nella cittadina del trapanese.
Il livello della competizione è significativamente alto, ma un successo significherebbe staccare un biglietto aereo per volare fino in Portogallo e accedere, così, al torneo di luglio riservato ai campioni d’Europa.
A capitanare la squadra allestita dall’associazione Nuova Accademia del Biliardo – inaugurata, questa, poco più di un anno fa nella zona dei Due Obelischi di Catania - è Berkay Karakurt, vincitore della World Cup 2025 nella lussureggiante Sharm el-Sheikh; Omer Karakurt, fratello di Berkay nonché due volte campione europeo, è il secondo campione eccellente della squadra, pronto ad onorare le bandiere tricolore e della Trinacria.
“Ho voluto internazionalizzare la nostra squadra, così da essere più competitivi e pensare al Portogallo” afferma Tafuri, sapendo di dover unire una buona dose d’umiltà alla grinta, alla voglia di dare un importante scossone.
“Anni fa, la disciplina sportiva del biliardo trovava il suo cuore pulsante proprio in Sicilia, con centinaia e centinaia di giocatori. Adesso, la Sicilia continua ad essere capofila, in tal senso, lungo la Penisola, ma in generale questo sport non prende più” - confessa infatti Tafuri, lasciando trasparire una certa nostalgia, nonostante il recente e pur faticoso riconoscimento del biliardo sportivo da parte del
CONI.
Specialmente in terre come la Corea o il Vietnam, luoghi in cui il biliardo sportivo domina gli interessi sociali ed economici, questa disciplina non sembra purtroppo trovare terreno fertile lungo le nostre coste: il quantitativo e il livello dei giocatori pare avanzare con estrema lentezza. Colpevoli, probabilmente, anche pregiudizi culturali oramai davvero retrogradi.
È proprio per questo che ciò per cui la Nuova Accademia del Biliardo ha fame di battersi ad Alcamo e, ci si augura, in Portogallo, non è semplicemente un titolo: è la passione, la cultura, il rispetto per l’artigianalità di questo sport.
È il ritornare alla possibilità di ritrovarsi insieme per apprendere e limare una disciplina che, malgrado tutto, non ha mai perso il suo fascino.











