La sconfitta contro Aversa non spegne l’entusiasmo.
Anzi, diventa il punto di partenza per rilanciare un’idea, un progetto e un appello forte alla città.
La Sviluppo Sud Catania cade al PalaCatania per 3-1 contro la Virtus Aversa, terza forza del campionato di Serie A2, ma chiude un ciclo durissimo di partite lasciando segnali chiari.
Segnali tecnici. Segnali caratteriali. Segnali che il presidente Pino Carbone raccoglie e trasforma in un messaggio diretto, senza filtri, annunciando la giornata rossazzurra e l’ingresso gratuito al palazzetto per la gara di sabato 3 gennaio contro Taranto.
Tre sconfitte consecutive pesano, è un dato, ma Carbone sceglie di guardare oltre il risultato secco e lo dice con chiarezza: «Non posso dire di essere deluso, se non per un fatto oggettivo. Abbiamo perso tre partite di fila, è vero. Ma le abbiamo perse contro le prime tre della classifica, in un momento in cui ci mancavano due titolari. Questo cambia la lettura di tutto».
Una frase netta. Una presa di responsabilità. E anche una difesa convinta del lavoro svolto.
Il presidente rossazzurro sottolinea la solidità del progetto e la crescita del gruppo.
«Questa squadra deve ancora completare le proprie rotazioni. È un progetto interessante e lo abbiamo dimostrato in campo. Nel terzo set, con i cambi effettuati, siamo riusciti a mettere in difficoltà una squadra forte come Aversa. Questo non è un caso».
Parole che diventano anche un attestato di fiducia nei confronti dello staff tecnico: «Abbiamo un allenatore che sa perfettamente cosa significa guidare una squadra».
C’è poi un concetto che Carbone rivendica con forza: «Qui non esistono titolari e riserve. Mancavano due giocatori, ne hanno giocati altri. Poi sono entrati altri ancora. Crediamo in un gruppo che lungo il percorso può dire la sua».
È una filosofia. È una scelta. Ed è anche il cuore del progetto Sviluppo Sud.
Da qui nasce l’appello, diretto e accorato: «Questa squadra oggi ha bisogno del suo pubblico. Ha bisogno di essere sostenuta. Per questo, nella prossima gara casalinga, celebreremo la giornata rossazzurra. Le porte saranno aperte. Il biglietto non si pagherà».
Un annuncio che va oltre la promozione dell’evento.
È un invito alla città: «Mi auguro di vedere tanta gente al palazzetto. Puntiamo a fare risultato nelle ultime partite. Vogliamo giocarci l’accesso alla Coppa Italia».
Il discorso si allarga, diventa identitario: «Siamo partiti da una situazione difficile, da una struttura praticamente azzerata. Abbiamo scelto di mantenere questa categoria. Nessuno ci ha obbligati a rappresentare Catania. Lo facciamo perché crediamo che, se messi nelle condizioni di operare, questa città possa tornare in alto».
Carbone non nasconde le difficoltà, anzi le mette sul tavolo: «Il tessuto sociale, le strutture, il contesto. Sappiamo che non è semplice. Proprio per questo chiediamo solo di essere accettati».
La chiusura è una delle immagini più forti: «Altrimenti ci si sente come quei bambini adottati e poi abbandonati».
Una frase che pesa e che riassume il senso profondo dell’appello rossazzurro.
La partita contro Aversa racconta di una squadra viva.
Capace di lottare, di rientrare, di vincere un set con orgoglio e personalità, prima di cedere alla maggiore solidità degli ospiti.
Ma il vero messaggio arriva dopo l’ultimo punto. È lì che la stagione della Sviluppo Sud prova a cambiare passo.
Sabato 3 gennaio il PalaCatania sarà aperto a tutti. Gratis. Perché, come ribadito dal presidente, questo progetto ha bisogno di una cosa sola. Sentirsi parte di una città.











