
Il pomeriggio che tutti si aspettavano, quello fortemente desiderato.
Il giorno che un’intera tifoseria meritava, in una settimana in cui si è parlato tanto di argomenti extracalcistici e qualcuno anche a sproposito.ù
Verosimilmente uno dei migliori giorni dell’era Toscano e forse dell’era Pelligra, in cui il Catania ha detto , fortissimo, "presente" al campionato ed alla lotta per la Serie B.
In sintesi è accaduto che i rossazzurri hanno battuto, con pieno merito, la capolista Salernitana per 2 a 0, portandosi ad appena un punto dai campani degli ex Raffaele, Faggiano e Inglese.
IL MASSIMINO DELLE GRANDI OCCASIONI. L’atmosfera è quelle delle occasioni importanti, l'aria di quelle che al Massimino non si vivevano da troppo tempo.
E se i tanti cronisti salernitani presenti in tribuna si sono stupiti per le scelte offensive di Raffaele, quelli catanesi hanno subito constatato come Toscano si affidi, per lo più, sempre agli stessi, compreso Cicerelli, in campo nonostante l’infortunio rimediato a Giugliano.
La posta in gioco è importante, forse più per il Catania, ed a pagarne è lo spettacolo, compensato comunque dall’intensità della gara.
I primi minuti saranno ricordati per le bordate di fischi a Inglese e per i falli, più o meno sanzionati dall’arbitro.
Il Catania si vede in avanti con Cicerelli, ma è l’atteggiamento concreto e concentrato dei rossazzurri a far pendere la lancetta del giudizio nel segno positivo.
Ma contro la Salernitana non basta l’atteggiamento, ci vuole qualcosa in più, anche quel pizzico di fortuna che aiuta quando Ferraris si divora il gol del vantaggio per i campani.
LA MAGIA DI CICERELLI. Sembra una partita bloccata, ma all’improvviso il ragazzo del Catania con la maglia numero 10 si ricorda di essere un campione per questa categoria ed il motivo per cui la società ha puntato su di lui, calciando una micidiale punizione da
una trentina di metri.
L’esplosione, che chiude il primo tempo.
La fiammata che lascerà il segno sull'esito della gara.
Un'altra lasciata a metà, invece, apre la ripresa: Lunetta cerca di replicare il gol fatto con il Siracusa, ma questa volta non calcia nel migliore dei modi.
FORTE, GOL DA CENTRAVANTI VERO. Chi invece fa tutto nel modo migliore è Francesco Forte che segna un gol da attaccante puro e manda in estasi uno stadio intero e probabilmente un intero popolo, quello che freme e soffre per i colori rossazzurri.
E’ un Catania che potrebbe dilagare e che non lo fa solo per imprecisione, dinanzi ad una Salernitana che, evidentemente, non ha rispecchiato totalmente, almeno in questa partita, di certo nel secondo tempo, quanto recita la classifica.
Si vede, per la prima volta, anche Rolfini: la panchina lunga del Catania, finalmente, da i suoi frutti e permette a Toscano di cambiare senza perdere qualità.
Il finale è del Catania, che sfiora ancora il gol in diverse occasioni, che della Salernitana, incapace, per merito dei rossazzurri, di creare problemi particolari a Dini, se non quando viene abbattuto da un avversario dopo un calcio di punizione.
Ma la forza del Catania di Toscano si basa soprattutto su una difesa che non ha ancora subito un gol in casa e che mantiene la porta inviolata dalla partita di Trapani e su un Di Tacchio che è davvero l'uomo squadra per carisma ed efficacia da diga nella fase di interdizione a metà campo.
Certo, magari si potrebbe migliorare la gestione delle ripartenze, soprattutto in caso di netta superiorità numerica (clamoroso l’errore di Rolfini nei minuti di recupero).
Ma dopo una partita così è solo per cercare il pelo nell’uovo, perché il Catania ha dato una grandissima risposta a chi sostiene (o meglio sosteneva) che per la Serie B fosse corsa a due tra Salernitana e Benevento.
E’ evidente che c’è anche il Catania e che domenica prossima andrà in scena un’altra supersfida al vertice contro il Benevento di Auteri.
Il Catania c'è per la promozione diretta.
Questa, senza dubbio, è la notizia più importante.











