
Grazie a Danilo Pasqualino per la foto che documenta lo striscione mostrato in avvio di gara dai tifosi del Parma a sostegno della citttà e della tifoseria rossazzurra.
La notizia, più che quanto accaduto nella partita, è che il Catania ha risolto i problemi legati alla fideiussione (operazione che ha permesso di concludere l’ingaggio di Flavio Russo).
Il risultato più evidente è che al Tardini Longo ha potuto schierare i nuovi arrivi e provare un tridente davvero interessante con Cicerelli e Bruzzaniti a supporto di Leonardi.
Certo, le ultime settimane di mercato ridisegneranno il Catania, se è vero che potrebbero registrarsi ancora partenze "prestigiose" , compresa quella di Cicerelli in campo con la fascia di capitano.
E per quanto visto a Parma sarebbe la conferma che diventa complicato parlare di competitività di fronte al concetto di ridimensionamento.
Il resto, infatti, è una partita contro una squadra di Serie A e le inevitabili differenze.
Squilibrio palesato in una prima parte di gara in cui il Parma ha completamente dominato, fino al gol di Lontani.
Una rete che, però, scuote l’orgoglio degli uomini di Longo che riescono ad imbastire un’azione interessante con uno scambio Cicerelli-Leonardi concluso dal centravanti.
Segnali interessanti, al netto di ciò che poi decreterà il mercato.
Non basta però a resistere ad un Parma con un tasso tecnico, inevitabilmente, superiore, sebbene imbottito di giovani di belle speranze.
Che significa avere talent scout e una società davvero funzionante alle spalle...
Torniamo alla cronaca: Toure lascia sul posto Ierardi e crossa per Lontani che deve solo mettere il pallone in rete.
Doppietta per il giocatore classe 2008, cresciuto nel Milan primavera.
Il 2 a 0 dei padroni di casa chiude il primo tempo ed i giochi ammesso che fossero mai stati aperti davvero.
In avvio di ripresa Longo inserisce Raimo e Liguori, al posto di Donnarumma e Corbari.
Il Catania fa di più rispetto al Parma che, però, controlla senza particolari problemi i tentativi offensivi dei rossazzurri che, a metà tempo, sprecano una grande occasione al termine di un contropiede.
La partita perde appeal, le squadre cominciano ad apparire stanche, sentono il caldo e si comincia a pensare ai rispettivi obiettivi.
La realtà prende spazio rispetto ai sogni di gloria che, magari, qualcuno a Catania aveva alimentato con più di un pizzico di imprudenza.
C’è il tempo, però, per vedere uno straordinario intervento di Rinaldi su Frigan che evita un 3 a 0, forse, troppo pesante.
Dopo questo assaggio di massima serie il Catania dovrà rimboccarsi le maniche e tornare alla dura realtà della Serie C, aspettando di capire cosa decreterà il mercato e chi, realmente, scenderà in campo nella prima gara di campionato contro l’Inter U23.
Nel frattempo, magari, sarebbe lecito aspettarsi qualche risposta della proprietà agli interrogativi che in tanti hanno condiviso, giusto per capire quali sono le reali intenzioni dei Pelligra nei confronti del Catania.
In sostanza comprendere davvero il progetto, sempre che un progetto la società attorno a Grella sia in grado di pensarlo prima ancora di realizzarlo.
Perché una partita pompata clamorosamente dagli strimpellatori professionisti, non può cancellare questa estate umiliante e deprimente.
E se i tifosi, per amore, magari dimenticano: chi fa giornalismo non può farlo.
Né deve.










