Ci sono vittorie che non finiscono su un tabellone.
Restano negli abbracci, nei sorrisi e nei gesti capaci di raccontare l'essenza più autentica dello sport.
È con questo spirito che si è conclusa la terza edizione del Light Revolution Summer Camp 2026, una settimana che ha trasformato Catania nella capitale internazionale della kickboxing e che ha regalato un finale destinato a rimanere nella memoria di tutti i partecipanti.
L'epilogo è stato il tradizionale triangolare amichevole internazionale di Light Contact, disputato tra le rappresentative di Italia, Polonia e Sicilia.
Un confronto di alto livello tecnico, con nove incontri combattuti all'insegna dell'equilibrio e dello spettacolo, che ha visto protagonisti alcuni dei migliori atleti presenti al camp, tra cui la campionessa del mondo Germana Bonanno Conti per l'Italia.
Sul tatami nessuno è riuscito a prevalere. Ogni squadra ha conquistato due vittorie, chiudendo la manifestazione in perfetta parità.
È stato allora che la competizione ha lasciato spazio ai valori.
Organizzatori, tecnici e delegazioni hanno deciso di premiare la Polonia con il primo posto, come gesto di ospitalità e amicizia verso la rappresentativa straniera.
L'Italia ha chiuso seconda, mentre la Sicilia, padrona di casa, ha scelto simbolicamente il terzo gradino del podio.
Una decisione spontanea, accolta dall'applauso del pubblico, che ha rappresentato il momento più significativo dell'intera manifestazione.
Per una settimana il camp organizzato dal Revolution Team, in collaborazione con Federkombat Sicilia e con il patrocinio del Comune di Catania, ha riunito atleti e tecnici provenienti da Italia, Polonia, Norvegia, Algeria e Marocco.
Allenamenti alla Plaia, nel boschetto e al PalaFijlkam hanno confermato la crescita di un appuntamento che, anno dopo anno, amplia i propri confini e la propria reputazione internazionale.
«Sono felicissimo di questa settimana perché mi ha regalato tantissime soddisfazioni, non soltanto dal punto di vista sportivo ma anche da quello umano», racconta Damiano Tramontana.
«Abbiamo stretto nuove amicizie con ragazzi arrivati dalla Polonia, dalla Norvegia e dall'Algeria. Qui si fa tutto con passione e il triangolare ha rappresentato perfettamente lo spirito della kickboxing: ci confrontiamo sul tatami, ma alla fine siamo tutti più amici di prima».
Il campione siciliano guarda già avanti, con l'obiettivo di difendere il titolo mondiale e conquistare anche la cintura iridata del Total Combat.
Anche Manuel Nordio sottolinea la dimensione internazionale raggiunta dall'iniziativa.
La presenza, per la prima volta, di rappresentative africane conferma la crescita del progetto, che continua ad attirare interesse ben oltre i confini italiani e che punta a diventare sempre più un punto di riferimento nel panorama europeo della kickboxing.
Per il tecnico della Nazionale italiana Ivan Sciolla, il successo più importante è quello educativo: «Sul tatami si combatte con intensità, ma appena termina il confronto ci si abbraccia. Nascono amicizie, si condividono esperienze e si costruiscono rapporti che continuano anche dopo il camp».
Un messaggio che va oltre l'aspetto agonistico e che sintetizza perfettamente il senso della manifestazione.
Parole condivise anche dal presidente di Federkombat Sicilia, il maestro Carmelo Strano, che ha evidenziato come il gesto di fair play finale racconti meglio di qualsiasi medaglia cosa significhi praticare la kickboxing: rispetto, amicizia e condivisione.
Perché, alla fine, il risultato più bello non è stato quello scritto nella classifica, ma quello costruito tra persone provenienti da Paesi diversi e unite dalla stessa passione.











