
Sembra un déjà-vu.
Il Catania che cambia, il Catania che cambia di nuovo.
Nuovo direttore sportivo, Varrà, nuovo allenatore, Longo.
Come in un film già visto più volte: indiscrezioni, trattative, arrivi allo stadio Massimino "casualmente" intercettati dagli strimpellatori del momento, annuncio, foto di rito insieme a Vincenzo Grella e, verosimilmente, una conferenza stampa di presentazione piena zeppa di verbi coniugati al futuro e di buoni propositi.
Eccoli, i buoni propositi: quelli non mancano mai.
Ma è inevitabile sia così, perché chi arriva lo fa sempre con l’obiettivo di fare meglio e di riuscire dove gli altri hanno fallito.
Ed il beneficio del dubbio non lo si nega a nessuno. E’ stato concesso anche al povero Viali nel suo brevissimo, e un po’ folle, non certo per colpa sua, interregno.
Inevitabile dare anche a Varrà e Longo la possibilità di annunciare alla città che con loro cambierà tutto, che nel Catania cambierà la musica e che, ovviamente, l’obiettivo promozione in Serie B sarà raggiunto.
Certo, come no...
Proprio Longo, sorridente, si è presentato agli impavidi e giovani cronisti in cerca dello scoop della vita, uscendo in auto dal Massimino insieme a Vincenzo Grella.
Si è detto felice e pronto per questa nuova avventura. E anche questo è abbastanza scontato, perché è difficile trovare qualcuno scontento di venire a fare calcio a Catania.
Prima magari di scoprire piano piano come Grella e i suoi consiglieri più stretti facciano o meglio concepiscano e realizzino le condizioni per fare calcio a Catania.
Lo stesso Longo sarà poi rimasto stupito nel vedere uno stuolo di giovani cronisti, sfidare il caldo pur di intercettare due o tre sue parole.
Ma Catania è anche questa e non conta la categoria in chi si gioca.
Ma la categoria, ricordiamolo, è sempre la Serie C.
Ed è da qui che inevitabilmente si insinua il dubbio, lo stesso che avevamo palesato a Pelligra durante la visita a Torre del Grifo sotto forma di una precisa domanda.
Perché quest’anno dovrebbe andare diversamente, se la premessa è simile a quella degli altri anni?
E’ chiaro che i protagonisti del momento non potranno che risponderci: “sarà diverso perché ci siamo noi”.
Ma a chi non ha memoria corta, verrà subito in mente che la stessa cosa l’hanno detta, in passato, tutti quelli che si sono susseguiti nella gestione tecnica, compresi Daniele Faggiano e Mimmo Toscano, per risultati acquisti i migliori transitati da Catania in questi anni.
Non rimane che attendere, perché nient’altro è possibile fare a luglio. Aspettare i movimenti di mercato, sapendo che, anche in questo caso, da Catania sono passati giocatori considerati il top per la Serie C, ma che poi hanno deluso.
Si è avuti in ultimo il capocannoniere del girone B e quello del girone C dell'anno prima.
Coi risultati che tutti possono rammentare.
Certo fossero confermate le voci, insistenti, di un notevole ridimensionamento economico (anche in virtù delle regole del salary cup e degli investimenti necessari sul centro sportivo), i nomi in arrivo potrebbero non essere così roboanti.
Ma questo non significa nulla: con un metodo gestorio e una davvero rinnovata società (non con mutamenti di facciata ma seri e radicali), e così non è, si può anche spendere meno, basta spendere bene.
Con competenza. L'acquisto che davvero manca al Catania.










