
Ci sono addii che somigliano più a un arrivederci e quello della Sviluppo Sud a Catania ha il sapore delle storie che non si vorrebbero interrompere, ma in cui la realtà costringe a prendere strade diverse.
Con una lunga lettera aperta ai tifosi e alla città, il presidente Pino Carbone ha ufficializzato il ritorno della società a Palmi, spiegando le ragioni di una scelta che, nelle sue parole, è stata “particolarmente dolorosa”.
Dopo una stagione vissuta alle pendici dell'Etna, la Sviluppo Sud ripartirà dunque dalla Calabria.
Non per mancanza di affetto verso Catania, né per assenza di ambizioni, ma per la necessità di poter programmare il futuro senza le difficoltà logistiche che hanno accompagnato il club nell'ultimo anno.
“Quando siamo arrivati a Catania abbiamo trovato molto più di una semplice città”, scrive Carbone.
“Abbiamo trovato persone che hanno creduto in noi, che hanno condiviso emozioni, sacrifici e speranze”.
Parole che raccontano il legame nato tra la società e una piazza che, pur in un tempo relativamente breve, ha saputo accogliere il progetto con entusiasmo, anche se forse è mancata la partecipazione del grande pubblico (ma quello è un problema atavico della città che riguarda, purtroppo, tutti gli sport che non sono il calcio).
Il presidente non nasconde il dispiacere per una decisione che definisce sofferta e, con grande sincerità, rivolge alla città anche delle scuse: “Lo faccio perché lo sento davvero. Con il cuore di chi ha vissuto questa esperienza intensamente e che conserverà per sempre il ricordo dell'affetto ricevuto”.
Ma nel messaggio c'è spazio anche per una promessa.
La Sviluppo Sud continuerà il proprio percorso mantenendo nome, identità, valori e gran parte della compagine societaria che ha dato vita al progetto.
Cambierà la casa, non la filosofia.
E proprio per conservare il ricordo dell'esperienza catanese, Carbone ha lanciato una richiesta che difficilmente passerà inosservata: poter continuare a portare con sé, anche in forma discreta, l'elefantino simbolo della città.
Un piccolo segno, un simbolo, un modo per ricordare una comunità che, come scrive il presidente, “ci ha fatto sentire a casa”.
Il saluto, però, non vuole trasformarsi in una separazione definitiva. Anzi.
La società ha invitato ufficialmente i tifosi catanesi a seguire la squadra anche nella nuova avventura al Palazzetto Surace di Palmi.
Per agevolare gli spostamenti, il club metterà gratuitamente a disposizione delle navette tra Villa San Giovanni e l'impianto di gioco per tutti coloro che attraverseranno lo Stretto.
L'idea è semplice: trasformare una trasferta in un'occasione per ritrovarsi.
“Non lasciamo che questo rapporto si interrompa”, scrive Carbone nel passaggio più significativo della lettera.
Perché a volte i chilometri aumentano, le città cambiano, le maglie trovano una nuova casa, ma i rapporti umani costruiti nello sport, quelli veri, riescono spesso a sopravvivere anche alle distanze.










