
C’è un momento, nello sport, in cui le parole possono pesare più dei risultati e spesso coincidono con un cambio di rotta, anche se doloroso.
La Nuoto Catania volta pagina.
Lo fa con una scelta che sa di rottura, che arriva dopo una vittoria, ma che, nell’idea della società, vuole o vorrebbe rappresentare anche un momento di ripartenza.
Sono state accettate, infatti, le dimissioni del responsabile tecnico della prima squadra Peppe Dato e del preparatore atletico Raffaele Marino.
Una decisione che chiude un ciclo lungo, fatto di lavoro quotidiano, appartenenza e identità.
Non è un addio qualsiasi, non può esserlo per una lista lunghissima di motivi.
Il presidente Massimo Di Salvatore ha voluto chiarire subito il senso di questo passaggio, senza lasciare spazio a interpretazioni: “Mister Dato è una bandiera della Nuoto Catania e lo sarà per sempre”.
Parole nette, che raccontano rispetto e gratitudine.
Perché Peppe Dato, al di là dei risultati, ha rappresentato qualcosa di più profondo: un riferimento tecnico e umano, un punto fermo dentro e fuori dalla vasca.
Insieme a lui, Raffaele Marino ha contribuito a costruire un percorso fatto di crescita e sacrificio.
Ecco perchè non si tratta solo di una separazione, ma più semplicemente è la fine di una fase, anzi, senza mezzi termini, di un’era.
Adesso, però, lo sguardo va avanti e la direzione che la società è chiara.
“La Nuoto Catania adesso cambia pagina e lo fa ripartendo dalle proprie formazioni giovanili che negli ultimi anni hanno raggiunto risultati storici”, ha aggiunto Di Salvatore.
Anche questa una scelta che racconta molto. Una scelta che significa identità, progettualità, ma anche una certa urgenza di ritrovare equilibrio.
Il futuro, quindi, almeno per il momento sarà rappresentato da uno o più volti che arrivano dall’interno.
La squadra sarà traghettata dai responsabili del settore giovanile, Giovanni Puliafito insieme a Carmelo Tropea (allenatore quest’anno in Serie B) come assistente tecnico.
Un passaggio che ha una logica precisa: continuità tecnica e valorizzazione del lavoro fatto negli ultimi anni proprio con i più giovani.
Adesso resta da capire se sarà una soluzione solo temporanea o l’inizio di un nuovo corso più strutturato.
Di certo, la Nuoto Catania ha deciso di cambiare e quando si cambia davvero, non si tratta mai solo di una panchina.










