
Quattro partite, quattro vittorie.
Gli Elephants Catania partono forte nel campionato di flag football e mandano subito un segnale chiaro al girone siciliano.
La prima giornata racconta di una squadra solida, concreta, capace di imporsi contro tutte le avversarie: doppio successo contro gli Sharks Palermo, vittoria contro i Caribdes Messina e affermazione anche sui Cardinals Palermo.
Un percorso netto che vale il primo posto provvisorio e, soprattutto, conferma la crescita del gruppo.
Gli etnei superano gli Sharks Palermo per 43-26, poi si impongono sui Caribdes Messina per 40-32. Arriva quindi il successo contro i Cardinals Palermo con un netto 46-12 e, a chiudere il primo turno, un’altra vittoria sugli Sharks Palermo per 42-31.
Un percorso netto, senza sbavature.
A raccontare il momento degli Elephants è Salvo Piccione, veterano e uno dei due capitani nonchè assistente coach per il reparto offensivo: «Siamo in un girone con le due palermitane e la messinese. Abbiamo giocato quattro partite e le abbiamo vinte tutte. Abbiamo battuto prima gli Sharks, poi Messina, quindi i Cardinals Palermo e infine di nuovo gli Sharks».
Una squadra che non si limita ai risultati.
Dietro c’è una storia, un significato più profondo: «La squadra rinasce anche grazie alla volontà del papà di Francesco Aronica di scendere in campo nella disciplina che giocava il figlio. Lui è il nostro capitano virtuale. Nel flag i capitani sono due, e quindi io e lui rappresentiamo la squadra».
Un legame emotivo che si trasforma in energia sul campo.
Si vede e si sente, come conferma anche Alessandro Palmeri, responsabile del movimento flag: «Questo Team Unit 2 è stato voluto proprio perché Ciccio amava questo sport. Il flag nasce come propedeutico al tackle, ma è anche divertimento, condivisione, accessibile a tutti».
Poi il passaggio più intenso: «Non ci aspettavamo una partecipazione così importante degli amici di Ciccio. Il capitano è suo padre Giampaolo, abbiamo regalato una maglia al fratellino. È qualcosa che va oltre il campo».
Adesso lo sguardo è già rivolto al secondo turno, in programma domenica 12 aprile a Messina. Gli Elephants affronteranno i Caribdes Messina e i Cardinals Palermo, con l’obiettivo di chiudere il girone mantenendo l’imbattibilità.
Dopo questi incontri, tra il Bowl di Catania e quello di Messina, tutte le squadre avranno disputato sei partite, affrontando ogni avversario due volte. A quel punto verrà stilata la classifica dal primo al quarto posto.
Si entrerà nella fase finale: ogni squadra giocherà una gara contro chi la precede e una contro chi la segue in classifica.
In totale, otto partite per tutti.
Il cammino, dunque, è ancora lungo, ma l’inizio degli Elephants Catania è di quelli che fanno rumore e, soprattutto, lasciano intravedere ambizioni concrete.
COS’È IL FLAG FOOTBALL. Il flag football è la versione senza contatto del football americano: niente placcaggi.
Per fermare l’azione basta strappare una delle due “flag”, le bandierine attaccate alla cintura del giocatore in possesso di palla.
È uno sport veloce, tecnico, spettacolare.
Si gioca su campi più piccoli, con meno giocatori rispetto al football tradizionale, e privilegia rapidità, strategia e precisione.
Negli ultimi anni è cresciuto tantissimo, anche in Italia, come spiega ancora Alessandro Palmeri: «Oggi è uno sport accessibile a tutti, anche ai più piccoli. Noi abbiamo avviato corsi di mini flag già dai quattro, cinque anni. È una disciplina che può portare tanti ragazzi verso il football, ma soprattutto avvicinarli allo sport in modo sano».
Poi lo sguardo si allarga: «Il flag è ormai riconosciuto a livello internazionale, sarà sport olimpico a Los Angeles 2028 e anche grandi campioni del football professionistico lo stanno promuovendo».
Per realtà come gli Elephants Catania rappresenta una nuova occasione per costruire sport, comunità e identità.










