
Un evento storico, non una semplice acquisizione.
Durante la conferenza di presentazione di un nuovo sponsor, il vicepresidente del Catania Vincenzo Grella e il direttore generale Alessandro Zarbano hanno parlato anche di Torre del Grifo.
Pensieri espressi che descrivono quello che, senza dubbio, è un passaggio decisivo dell’era Pelligra.
«Un evento storico», Vincenzo Grella non usa mezzi termini. Riprendere Torre del Grifo, spiega, non era affatto scontato. È stato un percorso complesso, pieno di ostacoli, che ha richiesto un investimento importante e l’ennesimo sforzo economico della proprietà.
«Noi sogniamo gratis, lui paga il conto», ha detto il vicepresidente riferendosi a Pelligra, sottolineando come l’imprenditore italo-australiano abbia dimostrato ancora una volta presenza concreta, non a parole ma con investimenti reali.
In realtà che i tifosi del Catania sognino gratis è una frase uscita male atteso i sacrifici, non solo economici, ma anche di vite umane, nel seguire i colori rossazzurri. Ma questa è un’altra storia o, forse, è sempre la stessa…
Detto questo, Grella entra poi nel merito" gestionale."
Torre del Grifo è una struttura imponente, particolare, complessa. Proprio per questo servirà grande attenzione affinché non diventi un peso per il club ma un valore aggiunto.
La storia recente dell’impianto parla di difficoltà, ecco perché la linea è chiara: il Catania deve fare calcio, la gestione tecnica e strutturale dovrà essere affidata a professionisti competenti.
Diversamente dal recente passato aggiungiamo.
Non esiste il tuttofare, servono competenze specifiche.
“Melius re perpensa” aggiungiamo ancora o “meglio tardi che mai” l’arrivare a questo postulato.
L’obiettivo è semplice da dire, meno da realizzare: far sì che l’impianto produca ciò che deve e non diventi un mero costo aggiuntivo.
Grella, con un pizzico di polemica, da evitare, ha anche ricostruito i passaggi che hanno preceduto la firma definitiva.
Durante la fase di acquisizione, l’accesso alla struttura non è stato sempre agevole ha sostenuto. Anche dopo il versamento delle somme, secondo il racconto del vicepresidente del Catania, si sono registrate difficoltà legate a questioni normative e procedurali.
Ciò che ha detto, però, non risulta affatto fondato.
Affermazioni avventate che con un briciolo di esperienza e avvedutezza sarebbero da evitare in pubblico.
Tornando alla ricostruzione, queste problematiche avrebbero rallentato la pianificazione e solo dopo la firma, giovedì scorso, il club ha ricevuto ufficialmente le chiavi.
Come, del resto, è in legge ed è normale che accada aggiungiamo ancora una volta.
A prescindere, però, si è trattato di un momento simbolico ed emozionante, ha ammesso Grella, raccontando di una mano che tremava mentre firmava.
Adesso si entra nella fase operativa: il presidente Pelligra ha già inviato i propri tecnici per una (ulteriore) valutazione completa dello stato dell'impianto.
Ricordiamo che il management Pelligra ha avuto modo di visitare il centro numerose volte in precedenza proprio per essere pronti ed operativi dopo la aggiudicazione.
Prima di stabilire tempi e interventi, servirà un’analisi dettagliata, ha riferito Grella. Ne prendiamo atto.
Una cosa però resta certa: la priorità assoluta sarà la parte sportiva.
Ripristinare al più presto i campi e le aree funzionali per la prima squadra è obiettivo immediato. E questo è assolutamente condivisibile.
Impossibile, però, fissare una data, perché mancherebbero ancora i report tecnici definitivi.
Se il Catania vuole fare calcio ha urgenza di rientrare nella sua casa naturale.
In questo scenario sembra prematuro parlare e immaginare possibili ampliamenti e miglioramenti. E infatti alla domanda su eventuali terreni limitrofi, Grella ha confermato come il presidente rimanga vigile su ogni opportunità di miglioramento dell’area. Se ci saranno possibilità concrete per ampliare o potenziare la struttura, verranno valutate.
Sui passaggi burocratici, Zarbano ha ricordato come la procedura sia stata seguita nel pieno rispetto delle norme. Dopo la vera proposta irrevocabile cauzionata, si è arrivati alla fase decisiva con le garanzie richieste, attivando l’iter previsto dalla procedura fallimentare.
QUESTIONE MARCHIO. Nel corso della conferenza, oltre al tema centrale dell’impianto, è tornato d’attualità anche quello del vecchio marchio.
Il direttore generale Alessandro Zarbano ha chiarito come il club abbia già presentato formale richiesta per l’acquisizione del logo storico.
Secondo quanto detto da Zarbano non sarebbe stata richiesta alcuna cauzione. I valori economici in gioco sono completamente differenti rispetto a Torre del Grifo e la società, ha sottolineato il direttore generale, sarebbe pronta a fare la propria parte.
Questione da approfondire perché non ci risulta alcuna perdita di tempo della curatela a meno che, come in precedenza, si sia davanti a formulazioni di richieste inaccoglibili dal tribunale nella forma prima che nella sostanza. É già accaduto in passato (ndr).
La nota positiva, almeno nelle intenzioni, è che come fatto per Torre del Grifo, anche sul marchio si vuole riportare nelle mani del club un altro pezzo fondamentale dell’identità rossazzurra.










