Sarà un fine settimana senza campionato per la Sviluppo Sud Catania, che lascia spazio alla finale di Coppa Italia tra Tinet Prata di Pordenone e Abba Pineto.
Un momento di grande importanza.
Potremmo definirla una pausa “riflessiva”, parafrasando il capitano della Sviluppo Sud Carmelo Gitto, un momento per sistemare ciò che ancora non funziona come si vorrebbe, in cui si può trasformare un dettaglio nel salto di qualità, come ribadisce Paolo Montagnani.
La classifica è cortissima: sette squadre in due punti. Un equilibrio che non permette distrazioni.
«La differenza fra ambizione e attenzione è minima -sottolinea coach Montagnani - basta una sconfitta per scivolare in zona calda, una vittoria per rientrare in piena corsa playoff».
Un momento delicato in cui tutto è ancora possibile.
Ma la consapevolezza è chiara: questa squadra vale di più. Non è soddisfatta della propria posizione, perché sa di avere qualità, carattere e possibilità di stare più in alto.
Lo ha dimostrato lungo un percorso tutt’altro che lineare: una squadra nuova, costruita e riunita per la prima volta con le difficoltà naturali di un gruppo che doveva ancora imparare a conoscersi e sincronizzarsi con l’intesa di chi si conosce e riconosce.
Poi, la maturità, la crescita insieme, costante, fatta di vittorie che hanno lasciato segni profondi e acceso nuove prospettive. Una risalita che ha colpito il cuore dei tifosi.
E proprio nel momento più delicato della stagione sono arrivati gli infortuni.
Non assenze qualsiasi, ma dei punti di forza: i giovani si sono trovati investiti di grandi responsabilità, hanno stretto i denti, retto l’urto e continuato a lavorare. Con costanza e con orgoglio; anche questa una crescita importante.
«Non è stata una stagione facile - ammette il capitano Gitto - Non ci aspettavamo di essere in questa situazione. È un campionato tosto, equilibrato».
Parallelamente, Montagnani lavora con un obiettivo costante: «Io sono fissato, lo so. Scientificamente, per entrare nei playoff serve una certa percentuale in attacco. È quel 2 o 3% che fa la differenza».
Quel 2 o 3% oggi raggiunto è un grande segnale concreto di crescita.
Lo ha dimostrato anche la trasferta di Brescia, chiusa con un 3-1 maturato dopo un lungo “botta e risposta” rimasto in equilibrio fino al terzo set.
«La migliore partita giocata in attacco», l’ha definita il tecnico. Una sconfitta che, paradossalmente, certifica un progresso costruito allenamento dopo allenamento.
Il cammino riprenderà al PalaCatania domenica 1 marzo contro Lagonegro, in una sfida che può indirizzare la stagione. In un torneo dove ogni punto sposta equilibri, ogni set può cambiare prospettive.
La pausa, allora, non è solo attesa: è preparazione, concentrazione ed è il momento in cui ambizione e attenzione devono viaggiare alla stessa velocità.
La Sviluppo Sud sa che il lavoro paga, sa che quel 2 o 3% cercato con ostinazione può diventare la spinta decisiva.
Adesso serve crederci fino in fondo: con lucidità e con coraggio, ma anche con la fame necessaria ad ottenere i risultati.











