
Sono passati più di 40 giorni da quando, il 23 novembre 2025, nella gara contro il Latina, un intervento da "macellaio" di Porro ha messo ko Emanuele Cicerelli.
Da quel momento il Catania ha giocato, compresa quella con il Latina, 6 partite: ne ha vinte 4 e ne ha pareggiate 2.
Dall’infortunio di Cicerelli i rossazzurri hanno segnato 8 gol, subendone appena 2.
Visti così sono numeri importanti, come sono importanti quelli stagionali del Catania, ma quei due gol subiti nelle trasferte di Potenza e Foggia, rischiano di pesare come un macigno perché, senza girarci intorno, equivalgono a 4 punti in meno in classifica ed hanno permesso al Benevento di scavalcare i rossazzurri in graduatoria.
Per la superiorità numerica in Lucania per gran parte della partita e per quella certa di cifra tecnica in Puglia al cospetto di un avversario tra l'altro "abbandonato " dal proprio tifo a supporto, si può a ben ragione sostenere di due occasioni di successo mancate. O sprecate.
Se vogliamo continuare a soffermarci sui numeri, ribadendo che quelli del Catania (33 gol fatti e 10 subiti, con una differenza di +23) sono ottimi, non possiamo eludere una certezza: quelli del Benevento sono attualmente migliori.
Sì perché i campani, che hanno anche all’attivo un cambio di allenatore, di gol ne hanno segnati 43, subendone 13 (solo 3 in più del Catania), con una differenza reti all’attivo di +33.
È chiaro che, sempre al momento, la differenza (seppur minima in classifica) è segnata dalla produttività del reparto offensivo.
Il Benevento segna di più, costruisce molte più occasioni e, soprattutto, ha la capacità di ribaltare le partite: cosa che al Catania non riesce.
È oggettivo: la mancanza di Cicerelli si è fatta sentire, soprattutto in trasferta, in partite dove lo spunto e la fantasia del numero 10 potevano cambiare tutto.
Fantasia e creatività, appunto, o anche solo imprevedibilità la dove va cambiato il tema di una partita, è ciò che, anche per l'assenza del suo numero 10, manca al Catania.
Quella di Toscano è squadra compatta, che subisce pochissimo (escludendo qualche episodica dormita colossale), ma che in avanti è abbastanza lineare e, a volte, soprattutto fuori casa, prevedibile.
Se a questa modalità d’essere, come successo a Foggia, togli anche Lunetta e tieni in panchina Rolfini preferendo un D’Ausilio ancora una volta sottotono, il dado è tratto e la partita non la vinci.
Riuscirà Bruzzaniti a compensare a questa mancanza d'estro offensiva? Ci piacerebbe scoprirlo prima possibile, se è vero (come si sussurra) che a Foggia è stato spedito in tribuna perché non al meglio e non perché non si era mai allenato con i compagni. Eppure, si era bruciato il tempo per acquisirne da subito le prestazioni.
Cicerelli è giocatore di altra categoria e non è il caso di mettere pressione a Bruzzaniti, talentuoso ma alla prima esperienza in una grande piazza.
E allora come fare? Magari, anzi probabilmente, questa mancanza di fantasia potrebbe essere compensata con un innesto a centrocampo.
La coppia Di Tacchio – Quaini è garanzia di muscoli e affidabilità, ma manca di estro e imprevidibilità.
Serve qualcosa lì, è fuor di dubbio.
Serve fantasia che, finora, è un po’ mancata anche a Toscano. Ovvero la capacità di stravolgere un piano a partita in corso per cambiarne ritmo ed andamento.
L’allenatore non si discute, sia ribadito, ma a Potenza e a Foggia, forse, avrebbe potuto agire diversamente: per quanto ogni ragionamento siffatto soffra del limite del senno del poi.
Se proprio vogliamo essere “precisini”: a Potenza, dopo l’espulsione dell’unica punta avversaria, avrebbe potuto spingere un po’ di più, magari alleggerendo la difesa per potenziare il reparto offensivo.
Mantenere una difesa con tre centrali di fronte ad un avversario in inferiorità numerica e privo di punte centrali da schierare è parso un limite di mentalità.
A Foggia, invece, senza Lunetta e Cicerelli, magari, si poteva anche immaginare di cambiare modulo per non dare punti di riferimento agli avversari: certamente, in questo senso, non mettere Rolfini, assai efficace nella battaglia sul fango del turno precedente proprio sulla fascia offensiva di sinistra, dal primo minuto, è stato un errore. Sempre, è ovvio, ragionamento a posteriori.
Adesso, perso momentaneamente il primo posto, serve un immediato cambio di passo, perché, se la Salernitana sembra in difficoltà (ma sempre da tenere in considerazione insieme a Cosenza e Casertana), il Benevento, invece, appare avversario molto complicato da battere, proprio per questa sua capacità realizzativa.
E per la qualità di gioco che appare superiore alle altre contendenti incluso il Catania.
È ancora lunga, ma il Catania non può né deve più permettersi di perdere punti in partite, come quelle di Potenza e Foggia, assolutamente alla portata dei rossazzurri.
Sarebbe imperdonabile non sfruttare alla fine questa possibilità di promozione diretta che resta alla portata del Catania.










