
Così i campionati si corre il rischio di gettarli via ed alla fine non vincerli.
Affermazione dura che va interpretata nel giusto modo ed alla luce di una stagione ancora lunghissima e tutta da scrivere.
Va presa come un monito perché se non riesci a vincere contro una squadra con numerose assenze, reduce dall'impegno infrasettimanale di coppa ed in 10 per gran parte della gara, beh, è chiaro che non dimostri di essere pronto a vincere il campionato anche perché Salernitana e Benevento, sono capaci di vincere le partite nei minuti di recupero senza farsi prendere dal nervosismo e dalla frenesia.
Il Catania di scena a Potenza non è apparso quella squadra che può arrivare in Serie B dalla prima posizione, perché è lo stesso Catania che ha perso a Cosenza e a Casarano: un Catania disattento in difesa ed inconcludente in attacco.
Per quanto l'organico disegnato questa estate (con Aloi e Cicerelli ) sia competitivo, la partita di Potenza consiglia di rinforzare ulteriormente la squadra.
Capitolo arbitraggi: se a queste considerazioni si aggiunge l’ennesima, scarsa, direzione arbitrale non si può che registrare un’altra occasione sprecata ed un mezzo passo falso che, per come è andata la partita, ha il sapore di una mezza sconfitta.
LE SCELTE. Squadra che vince non si cambia, ma soprattutto assetto che da garanzie non può essere modificato. Toscano ci crede e ripropone Lunetta nei 4 di centrocampo anche contro il Potenza fresco del raggiungimento della semifinale di Coppa Italia.
LA PARTITA. Dopo appena un minuto, un Catania ancora negli spogliatoi rischia di andare sotto e deve ringraziare l’imprecisione del Potenza.
Il favore è ricambiato da Jimenez che dopo aver preparato tutto bene, si perde nel tiro e permette al portiere di casa di respingere con i piedi un pallone che poteva tranquillamente finire in gol.
BOTTA E RISPOSTA. Chi invece non si lascia intimorire davanti alla porta è Francesco Forte: perfetto il suo stacco di testa dopo un calcio d’angolo.
Catania ancora in vantaggio nei primi minuti, Catania ancora capace di sfruttare i calci piazzati e Forte ancora in rete, sempre più attaccante principe dei rossazzurri.
Una gioia che, però, dura pochissimo, perché alla prima azione il Potenza pareggia con Bruschi sfruttando una clamorosa ed inopinata (considerando i numeri) dormita della difesa rossazzurra.
Della serie: come complicarsi la vita senza alcun motivo.
POTENZA IN 10. Il Catania chiede l’intervento del Fvs per trasformare un cartellino giallo rimediato proprio da Bruschi in rosso: un’entrata a gamba tesa da karateka, scoordinata e pericolosa, che, dopo la visione in tv, convince l’arbitro ad estrarre il rosso.
Potenza in 10 e Catania che, ancora una volta, sceglie benissimo come giocarsi una card.
Un’arma a doppio taglio, perché da questo momento la direzione di gara, per uno strano concetto di compensazione, sarà a senso unico in favore dei padroni di casa.
Nel frattempo sui calci piazzati il Catania diventa pericoloso: Casasola colpisce bene di testa, ma il portiere respinge in angolo.
Un Catania che deve provare ad alzare il ritmo, ma che manca quasi completamente sulla fascia di competenza di Lunetta e D’Ausilio che, evidentemente, non riescono a trovare la sintonia giusta.
Non è il Catania solido che abbiamo imparato a conoscere quello del primo tempo di Potenza: Allegretto e Di Gennaro ne combinano un’altra e, anche in questo caso, vengono graziati dall’imprecisione dei padroni di casa.
PRIMO TEMPO DELUDENTE. Certamente non un bel Catania quello del primo tempo: a parte il gol, poi, troppe imprecisioni in difesa e pochissima lucidità in avanti.
Cambi inevitabili: entrano Rolfini e Corbari, escono D’Ausilio e Di Tacchio, ma la prima occasione della ripresa è per Felipe su punizione, Dini dice di no.
E il Catania? Ci vuole un po’ per vederlo in avanti con convinzione e per vedere Lunetta sprecare (e non è da lui) il gol del vantaggio.
Toscano inserisce anche Donnarumma e Pieraccini, al posto di Allegretto e Jimenez, con Lunetta che può tornare al ruolo che gli è più congeniale dietro Forte.
Arriva anche il momento di Sasà Caturano che torna nello stadio in cui ha segnato tantissimi gol proprio per cercare il suo primo in maglia rossazzurra.
Toscano prova a cercare la zampata dato che i suoi sembrano cominciare a sentire la pressione di una partita da vincere a tutti i costi, soprattutto per la prolungata superiorità numerica.
Le occasioni arrivano, ma il Catania è pasticcione e impreciso.
Rolfini trova il gol su servizio di Lunetta: l’arbitro annulla per fuorigioco, ma viene chiamato al video dal quarto ufficiale.
Il fuorigioco è confermato, verosimilmente per la mancanza di immagini utili a capirne la veridicità: un problema comune in tutti i campi di Serie C.
L'impressione è che la rete fosse regolare.
Tra un’interruzione e qualche scenata di troppo dei locali, tollerata da un mediocre arbitro, si arriva nel recupero con ancora 6 minuti a disposizione del Catania per vincere la partita.
Sostanzialmente non si gioca più tra crampi lucani e richieste di revisione senza alcun senso da parte delle due squadre.
Nel finale, dopo 15 minuti di recupero, il Catania trova, pero', il gol e anche questo, dopo essere stato revisionato, viene annullato per fuorigioco.
Verosimilmente anche questo poteva essere regolare.
Non saremo noi a consigliare come avere il peso specifico adeguato da parte della società, chiamata non solo ad irrobustire la rosa ma anche a far sentire il peso e l'autorevolezza di una città che della serie C non ne può più.
Finisce 1 a 1 dopo un recupero enorme: per il Catania un passo indietro rispetto ad altre prestazioni.
Unico alibi che, però, non può fungere da esimente generale: l’ennesima direzione arbitrale pessima, inguardabile.
Ma questa è la Serie C e anche per questo il Catania deve andare via… solo che così, si corre il pericolo di non andare va da alcuna parte.
E stavolta, non si può davvero...










