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“Quella Stagione Perfetta”: Catania rivive il miracolo dell’Alidea

10-12-2025 23:06

Alessandro Fragalà

Pallavolo, pallavolo, alidea, tiziana-pizzo, donatella-pizzo,

“Quella Stagione Perfetta”: Catania rivive il miracolo dell’Alidea

Una sala gremita accoglie la presentazione del libro di Tiziana Pizzo. Catania celebra la stagione perfetta dell’Alidea 1980 tra ricordi e testimonianze.

Riprese e montaggio Christian Costantino

La sala era piena, davvero piena, quasi traboccante. 

 

Amici di una vita, vecchie compagne di squadra, appassionati di pallavolo e semplici sportivi. 

 

Un colpo d’occhio straordinario. La Catania sportiva completamente rappresentata a cominciare dal presidente del Coni Sicilia Enzo Falzone e dal delegato provinciale Davide Bandieramonte, ma anche il sindaco Enrico Trantino e l’ex assessore allo sport Sergio Parisi.

 

Una comunità radunata per celebrare un libro che è diventato subito un abbraccio collettivo.

 

Tiziana Pizzo lo ha detto subito, con un sorriso emozionato: “Si presenta finalmente questa meravigliosa creatura, quella stagione perfetta”. 

 

Poi ha aggiunto che non si tratta soltanto di un pezzo di storia della pallavolo o della sua famiglia, ma di un pezzo di storia della città. 

 

“Mi auguro che la gente si possa ritrovare nel racconto degli anni settanta e ottanta, era una Catania che respirava talmente tanta pallavolo da confondersi con essa. Parlare della pallavolo di allora significa parlare di Catania”.

 

La serata ha preso ritmo e calore. E Tiziana ha ripercorso quel viaggio nella memoria che l’ha portata a scrivere il libro. 

 

“Il libro era partito dal racconto dello scudetto, ma poi si è ampliato. Più scrivevo e più le compagne, mia mamma e mia sorella mi aiutavano a ricordare. Mi sono tuffata totalmente in quel periodo e ho parlato anche della mia famiglia, della mia infanzia. È per metà autobiografico, devo dirlo. E con questa scusa ho parlato anche di mia mamma, di mio papà, di tutti”.

 

Poi una domanda inevitabile: quanto c’è della madre Lilyana Pizzo in quella vittoria. 

 

La risposta è stata immediata: “Di mamma c’è tutto. È lei l’artefice di quel miracolo. La fusione con la Bulling fu un vero miracolo. Due realtà che prima non si sopportavano e che si unirono per creare qualcosa di unico. Per questo lo definisco un miracolo, perché dimostra che se vuoi raggiungere un grande risultato devi andare oltre, anche unendoti a chi pensavi fosse un nemico. Ed è stato bellissimo ritrovarsi tutti qui”.

 

Il pubblico ascoltava, sorrideva, applaudiva.

 

E quando è arrivato il momento di chiedere l’episodio più emblematico del libro Tiziana ha scelto l’ultimo punto dello scudetto: “Il racconto parte dalla battuta di Maddalena Pennisi. La palla che vola. L’azione descritta nei dettagli. Sono quattro pagine dedicate solo a quell’ultima azione”.

 

Un attimo dopo è arrivato il tema più delicato, Catania e la pallavolo di oggi. 

 

“Dopo quell’exploit di quarantacinque anni fa purtroppo non c’è stato più niente. Il gap economico con il nord è aumentato. Non c’erano sponsor disposti a investire. E oggi si naviga tra B, B1 e B2. Spero che qualcuno, un imprenditore lungimirante e sognatore, possa ricreare quella atmosfera e quel miracolo”.

 

Accanto a lei c’era la sorella Donatella Pizzo. 

 

Anche lei emozionata, travolta dall’affetto della sala: “Se guardi la gente che c’è, dai quindici agli ottanta anni, capisci che questo è davvero un pezzo di storia”. 

 

Poi, scherzando ma non troppo, ha confessato: “Io il libro non l’ho letto. Mi emozionavo, mi mettevo a piangere. Da stasera lo leggerò. Ma sì, c’è tanto della nostra famiglia. Di mamma soprattutto. È stata un’impresa che abbiamo costruito insieme e che Tiziana ha riportato alla luce con un lavoro enorme”.

 

Poi è intervenuto Gino Astorina che ha animato la serata. 

 

“Io c’ero. Andavo al palazzetto a vedere queste libellule saltare, erano ragazze straordinarie. Catania viveva un momento raggiante. Una città che si faceva vedere a livello nazionale”. 

 

Ha sorriso, poi si è fatto serio: “La speranza non dobbiamo perderla mai. Però non possiamo limitarci ai ricordi. Dobbiamo costruire. Questa serata deve essere una base per il futuro”.

 

Infine Jacopo Volpi, autore della prefazione e voce storica dello sport italiano. 

 

Le sue parole non possono non colpire: “In questo libro c’è tutto. Ma soprattutto c’è una storia irripetibile. Una squadra con tutte giocatrici di Catania che sale dalla Serie B alla Serie A, vince lo scudetto e sfiora il titolo l’anno prima. È una storia bellissima. Oggi sarebbe molto complicato ripeterla, però emoziona profondamente”.

 

Volpi ha ricordato anche un legame personale: “Quando ero giovane andavo a intervistare la madre di Tiziana e Donatella. Una donna di grande fascino e carisma. Io le davo del lei e lei mi diceva nome e cognome con un orgoglio incredibile. Era uno spettacolo”.

 

Poi un pensiero sulla pallavolo di oggi. 

 

“È cambiata. I giocatori di allora erano più tecnici, oggi sono più forti fisicamente. Ma la qualità rimane altissima. Io ho pianto per le vittorie del novanta, del novantaquattro e del novantotto. E ho ripianto per l’ultimo titolo, perché è una squadra meravigliosa”.

 

La serata si è chiusa in un applauso lungo, caldo, quasi affettuoso. Una sala piena di vite che si incrociavano di nuovo. 

 

Un libro diventato il ponte tra passato e presente. Un ricordo che non fa male, ma che illumina. Una stagione perfetta che continua a brillare.

 

Direttore editoriale

Pierluigi Di Rosa

Direttore Responsabile

Alessandro Fragalà

Sudsport è una testata del Gruppo SudPress

Registrazione Tribunale di Catania n. 18/2010 – PIVA 05704050870 - ROC 180/2021 Edito da: Sudpress S.r.l. zona industriale, c.da Giancata s.n. – 95121 Catania

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