Catania ha ospitato gli Stati Generali dello Sport Siciliano, un confronto intenso organizzato dal CONI Sicilia guidato da Enzo Falzone.
Un dibattito ampio, vivo, che ha riunito federazioni, enti di promozione, associazioni sportive e istituzioni regionali. Una sala piena, molte idee sul tavolo, il desiderio comune di capire dove si trova lo sport siciliano oggi e dove può arrivare domani.
Alcune frasi sono risuonate come chiavi di lettura essenziali. Altre come sfide da affrontare senza esitazioni.
Falzone ha aperto i lavori ricordando perché questo appuntamento fosse necessario.
Ha parlato di un “punto dell’arte” dello sport nell’isola, ha definito la giornata come un doppio percorso, uno dedicato alla formazione e al confronto tra tutte le realtà sportive, l’altro, con la presenza del presidente nazionale del CONI, pensato per cercare risposte concrete ai problemi più urgenti.
Ha riconosciuto criticità note, ha però insistito sulle possibilità di miglioramento e sul fatto che il nuovo anno si apra con prospettive significative.
Un altro passaggio forte è arrivato dall’assessore regionale allo sport, Elvira Amata, che ha presentato la visione strategica con cui la Regione ha scelto di trattare il tema sportivo.
Ha parlato di rete, di programmazione condivisa, di un lavoro costante di ascolto del territorio. Ha descritto gli Stati Generali come un momento prezioso per analizzare punti di forza e debolezze.
Ha poi posto un accento deciso sugli impianti sportivi, ricordando gli investimenti programmati con il Fondo di Sviluppo e Coesione. Centoventi milioni destinati all’ammodernamento e alla costruzione di nuove strutture, tema che ha attraversato l’intera giornata come nodo cruciale per la crescita.
Sergio D’Antoni ha offerto una prospettiva storica e realistica.
Ha richiamato le difficoltà strutturali dell’isola, dalla condizione degli impianti al tema della povertà che spesso impedisce ai più giovani di praticare attività sportiva. Ha però sottolineato la crescita del numero delle società e la centralità dello sport come strumento sociale. Lo sport, ha detto, è una possibilità concreta per allontanare i ragazzi dalle strade e dare loro opportunità.
Catania, come territorio, si è mostrata protagonista attraverso le parole del delegato provinciale del CONI, Davide Bandieramonte.
Ha ricordato l'importanza di ospitare questo evento, ha definito la provincia “vetrina” dello sport siciliano, capace di primeggiare nei risultati e nella partecipazione. Ha indicato i temi al centro del dibattito, dagli impianti alla gestione complessiva del sistema sportivo, ribadendo la volontà di contribuire con impegno e continuità.
Uno degli interventi più attesi è stato quello dell’ex velocista azzurra Manuela Levorato.
Ha portato al centro il tema delle pari opportunità. Ha raccontato il lavoro della neonata commissione dedicata all’interno della Federazione di atletica leggera, ha segnalato iniziative in corso e ha evidenziato un paradosso ancora irrisolto.
In Italia esiste un equilibrio numerico tra atleti e atlete, ha spiegato, ma non esiste nelle posizioni di vertice. Lo sport corre a due velocità e questo divario richiede politiche chiare e continuità.
Ha poi ricordato quanto il periodo del Covid abbia messo in luce il ruolo fondamentale del CONI come istituzione da tutelare, sottolineando il valore del sistema sportivo italiano, capace di emergere in tante discipline.
Gli Stati Generali si sono chiusi con una sensazione netta.
La Sicilia ha problemi che conosciamo, ma ha anche energie, competenze e una crescente consapevolezza politica e istituzionale.
C’è la volontà di fare sistema, di programmare, di sostenere il movimento sportivo a tutti i livelli. Le parole ascoltate a Catania tracciano una direzione.
Adesso, come spesso accade nello sport, la sfida passa al campo.











