
Una semplice, normalissima partita di pallavolo che poteva trasformarsi in una tragedia e che, comunque, è diventata un incubo.
La gara tra Asd Zafferana Volley e ASD Volley 96 avrebbe dovuto essere una normale sfida del campionato di Serie C femminile.
Invece si è trasformata in un pomeriggio di paura.
Una paura concreta, improvvisa, che ha investito tutte le atlete in campo e ha costretto l’intero impianto sportivo a un’evacuazione immediata.
Secondo quanto raccontato dalla dirigenza dell’ASD Volley 96, in palestra si avvertiva fin dall’inizio un freddo anomalo.
Un freddo che ha spinto qualcuno, appartenente verosimilmente alla società locale, ad accendere gli impianti di riscaldamento nonostante non fosse chiaro se fosse presente il metano nelle tubature.
Pochi minuti e quei bocchettoni, secondo quanto riferito, avrebbero iniziato a disperdere monossido di carbonio.
Un gas inodore e letale. Un gas che, senza che nessuno se ne accorgesse, ha invaso il palazzetto.
L’incontro è andato avanti, ma durante il terzo set, all’improvviso, una giocatrice milazzese crolla a terra. Sviene.
Rimane immobile per alcuni interminabili minuti, poi riprende conoscenza, confusa, spaventata.
Non c’è nemmeno il tempo di capire cosa stia succedendo. Un’altra atleta si accascia.
Questa volta presenta giramenti di testa e respiro affannato. Passano pochi attimi e l’intera squadra inizia a lamentare forte mal di testa, nausea e difficoltà respiratorie.
La situazione cambia volto: da insolita diventa inquietante. Poi gravissima.
Il 118 arriva subito. La dottoressa visita una ragazza dopo l’altra, nota sintomi troppo simili.
Troppi segnali che puntano nella stessa direzione.
E nota anche un odore anomalo dentro il palazzetto, una sorta di odore di bruciato che la insospettisce. A questo punto non può che chiedere l’intervento immediato dei Vigili del Fuoco.
Quando i Vigili del Fuoco entrano in palestra fanno uscire tutti. Senza esitazioni.
Le rilevazioni strumentali confermano ciò che nessuno avrebbe voluto immaginare.
All’interno dell’impianto c’è monossido di carbonio. A quel punto l’ordine è categorico. Portare le atlete in ospedale. Tutte. Non solo quelle della squadra ospite.
Tutte le ragazze dell’Asd Volley risultano positive all’intossicazione. Alcune necessitano della camera iperbarica. Altre vengono trattate con ossigenoterapia.
Solo all’alba, verso le cinque del mattino, le giocatrici possono lasciare l’ospedale. Esauste ma fortunatamente incolumi.
È questo che oggi fa davvero impressione. Il pensiero di ciò che sarebbe potuto accadere.
Dalle indiscrezioni raccolte emerge anche un altro dettaglio, ancora però da verificare.
Sembrerebbe che il sindaco di Zafferana, venuto a conoscenza dell’accensione dei riscaldamenti, abbia pesantemente rimproverato chi se ne sarebbe occupato, perché quegli impianti non dovevano essere attivati in alcun modo.
Se confermato, sarebbe un elemento che apre scenari di negligenza molto seri.
In questo i vigili del fuoco hanno effettuato dei sopralluoghi per verificare meglio la situazione.
La società ASD Volley 96 ha scelto di non tacere e non lo ha fatto soltanto per le proprie atlete, ma per tutte le ragazze che hanno rischiato seriamente la vita a Zafferana e per tutte le persone, i ragazzi che frequentano l’impianto zafferanese.
Il monossido di carbonio è un killer silenzioso. Incolore. Invisibile. E ieri sera rischiava di provocare una tragedia.
Oggi resta la paura, certo, ma resta soprattutto una ferma richiesta di chiarezza.
Una richiesta forte, perché ciò che è accaduto non può, e non deve, accadere mai più.










