
Non basta un pallone a rotolare su un campetto per raccontare ciò che è accaduto negli ultimi nove mesi nei quartieri di Catania.
A volte serve molto di più, perché il calcio diventa una lingua.
Una porta socchiusa. Uno spazio dove bambini e bambine, ragazzi e ragazze imparano a vedersi, ascoltarsi, riconoscersi.
Succede quando undici Centri di aggregazione giovanile decidono di costruire insieme un campionato misto che attraversa la città come un filo resistente.
Succede quando quel filo cuce le distanze.
Il torneo dei Cag prende forma a Piazza Bovio, nel cuore di San Berillo, dove la cooperativa Futura ’89 ha trasformato un semplice rettangolo d’asfalto in un punto di incontro.
Da qui è partita l’idea di coinvolgere tutti gli altri Cag del capoluogo: da Cibali a Librino, da Barriera a Picanello. Una rete educativa che diventa anche sportiva.
Le partite, disputate da marzo a novembre, hanno riempito cortili, oratori, campetti improvvisati.
Hanno illuminato spazi che spesso aspettano proprio questo: voci, passi, corse, esultanze. Hanno restituito bellezza anche a muri scrostati e quartieri difficili.

IL “TERZO TEMPO”: UN GESTO SEMPLICE CHE DIVENTA FORMAZIONE. La natura del torneo va oltre il risultato. Come spiegato nel progetto, l’obiettivo è educare i minori alla convivenza, alla cittadinanza attiva, al superamento delle barriere di quartiere.
Per questo, ogni partita si conclude con un rito mutuato dal rugby: il terzo tempo. Il Cag ospitante prepara la merenda per la squadra avversaria.
Sembra poco, ma è molto. È un invito che chiude le distanze. È un “benvenuti nel nostro quartiere”.

Le squadre sono divise in due fasce di età (5-9 anni e 10-13 anni), ma il resto è totalmente misto.
Maschi, femmine, diverse provenienze, diverse storie. Il pallone è lo stesso per tutti. E corre veloce, soprattutto quando la curiosità supera la timidezza.
UNA CITTÀ SCOPERTA PASSO DOPO PASSO. Per molti bambini, questo torneo è stato un viaggio.
Tantissimi non avevano mai lasciato il proprio quartiere.
Le partite li hanno portati a scoprire zone nuove: Librino, San Giorgio, Picanello, Cibali, San Cristoforo, la Fiera, Barriera. Hanno visto strade diverse, colori diversi, persino modalità nuove di vivere lo spazio pubblico. Una piccola rivoluzione personale.

DODICI CAG, UNA SOLA COMUNITÀ. Oltre al Cag Piazza Bovio, hanno partecipato: Cibali, I Girasoli, La Salette, Oratorio Giovanni Paolo II, Solidarietà che Passione, Talità Kum, Villa Fazio, Villaggio del Magnificat, Sacro Cuore Barriera, Mosaico.
Tutte realtà che ogni giorno accompagnano minori provenienti da famiglie con ISEE inferiore ai diecimila euro. Offrono studio assistito, animazione, laboratori, ascolto.
Offrono tempo e speranza. Il torneo ha aggiunto un tassello in più: l’incontro con chi abita appena oltre il confine del proprio isolato.

LO SPORT COME LEGAME CHE RESTA. Il torneo non ha regalato solo gol, parate, sfide. Ha regalato legami. Ha aperto orizzonti. Ha dato la possibilità a tanti giovani di sentirsi parte di qualcosa di più grande del proprio quartiere.
E questo, per chi educa, vale quanto una coppa.

LA PREMIAZIONE. In tutto, circa 125 bambini e bambine hanno preso parte a questa esperienza.
La premiazione, che si terrà il 1 dicembre alle 15 al Chiostro della Musica della Villa Bellini, sarà un momento di incontro per tutta la rete dei Cag, per gli operatori, le famiglie e per chi ha creduto nel valore educativo dello sport. In caso di pioggia, l’appuntamento si sposterà al cineteatro del Cag Sacro Cuore – Barriera.










