Certe rimonte non portano soltanto un risultato.
Portano consapevolezza, solidità, maturità.
Dopo la sconfitta pesante di Pineto, la Sviluppo Sud si è presentata al PalaCatania con un bagaglio diverso ed è riuscita a rimontare e ad imporsi al tie break contro la capolista Brescia, adesso agganciata da Ravenna e Pordenone.
C’era allenamento, c’era concentrazione, c’era soprattutto la volontà di capire cosa migliorare e come farlo.
E contro la capolista, tutto questo è diventato evidente.
Una partita che, nonostante il divario in classifica, è stata contraddistinta dall’equilibrio fin dal primo set.
Scambi lunghi, qualche imprecisione da entrambe le parti, ritmo costante.
Catania tiene testa a una squadra costruita per vincere il campionato. Luka Basic guida i suoi con calma paterna, mentre Cosimo Balestra cambia l’inerzia con un Ace che vale il 12 a 11.
Il set però sfugge nel finale. Due errori, un attimo di smarrimento, e Brescia chiude 26 a 24.
Il secondo set segue lo stesso copione. Parità continua, tensione altissima, nessuna distanza reale tra le due squadre. Arinze cerca di sorprendere gli avversari con tocchi leggeri e pallonetti inediti per un gigante da due metri e quindici.
Sul 22 a 18 sembra il momento giusto per chiudere. Basic piazza un Ace che porta la squadra a un passo dal set, ma il Brescia recupera e chiude 27 a 25.
La partita potrebbe finire qui, perché sotto due a zero la strada si fa ripida.
Eppure proprio a questo punto si vede l’identità della squadra. Lo dirà anche Paolo Montagnani: «Alcuni ruoli sono all’inizio del loro percorso, serve tempo, fiducia e confidenza. Non è una svolta questa vittoria, così come non era un dramma la sconfitta di Pineto. Serve vivere queste partite. E oggi lo hanno fatto. Sotto due a zero si poteva tornare a casa prima. Invece sono rimasti lì. Hanno lottato. E nel quinto set siamo stati davvero molto bravi».
Il terzo set diventa la chiave. La Sviluppo Sud parte fortissimo, 6 a 1 poi 10 a 3. Ci sono errori, muri imprecisi, qualche indecisione, ma stavolta Catania tiene. Spreca due set point, poi chiude 25 a 23. È il segnale che la partita è cambiata.
Il quarto set cresce punto dopo punto. Si arriva al 14 pari, poi Brescia torna avanti e ha addirittura tre match point, tre possibilità per chiudere tutto.
Ma la Sviluppo Sud ha un’altra testa. Lo si percepisce dagli scambi, dalla volontà, dal coraggio. Basic annulla, Volpe ribalta, Arinze completa. È un 26 a 24 che esalta il palazzetto.
Il tie break è una storia a sé. La Sviluppo Sud parte meglio, costruisce un margine, regge l’urto emotivo degli avversari. Sul 11 a 9 Montagnani chiama un time-out prezioso per congelare il rischio. La squadra torna in campo con lucidità. Gli ultimi punti sono un crescendo di forza e serenità. Finisce 15 a 12. È un’esplosione di emozione.
Cosimo Balestra lo riassume in poche parole ma con chiarezza assoluta. «È stata la gara più intensa della stagione. Poteva finire anche tre a zero. Loro sono primi non per caso. Ma oggi hanno faticato in questo palazzetto e noi siamo stati bravi a sfruttare ogni dettaglio. In fase break siamo stati superiori. Ci abbiamo messo cuore. Questa vittoria ci dice che possiamo giocare ad alto livello. E che possiamo raggiungere molto più di ciò che immaginavamo a inizio stagione».
La Sviluppo Sud porta a casa due punti. Ma la verità è che porta molto di più. Porta la prova di poter competere. Porta la certezza di avere testa, anima e margini enormi di crescita.
Una vittoria che vale, dal primo all’ultimo scambio.











