Ci sono partite che dicono più del risultato.
Quella vinta per 3 a 1 dalla Sviluppo Sud Catania contro Fano è certamente una di queste.
Si perché la prima vittoria casalinga della formazione catanese racconta di una squadra che cresce, che comincia ad avere una fisionomia e che finalmente riesce a trasformare in punti tutto il lavoro delle ultime settimane.
Da Sorrento in poi è cambiato qualcosa: ritmo, concentrazione, energia.
Montagnani ha ritrovato una squadra capace di entrare in campo con decisione, con quella fame che aveva mostrato a tratti solo nella prima giornata.
Se torniamo indietro alla gara di domenica pomeriggio è facile constatare come il primo set sia statocaratterizzato da un dominio catanese.
Gli avversari sembrano storditi: il 25-11 finale dice tutto. È la fotografia di una squadra compatta, fluida, finalmente convinta.
Nel secondo set, nonostante la partita si sia fatta più equilibrata, Catania non si disunisce.
Tiene, gestisce, reagisce: e quando serve, ci pensa ancora una volta il muro (quello di Volpe) a fare la differenza.
Il 25-16 conferma un dominio tecnico e mentale che entusiasma il pubblico del PalaCatania, trascinato anche dagli ace di Jan Feri.
Poi il terzo parziale. La pallavolo, si sa, vive di equilibri sottili.
E bastano dieci minuti di blackout per cambiare tutto: Catania si ferma, Fano cresce e riapre il match vincendo ai vantaggi 27-25.
È il momento più delicato della serata.
Ma è proprio lì che la Sviluppo Sud mostra il volto nuovo di una squadra vera. Montagnani interviene, cambia qualcosa, rimette ordine.
E nel quarto set si torna a vedere la Catania del primo parziale: aggressiva, solida, lucida.
Arinze e Basic trascinano, Feri colpisce al servizio, Volpe è una certezza sotto rete.
Il 25-19 finale chiude il discorso e regala ai rossazzurri tre punti pesanti.
A fine gara, coach Montagnani è lucido: «Abbiamo giocato una gara straordinaria a muro e in difesa. Nel finale del terzo set ci siamo un po’ fermati, ma era importante reagire e gestire i momenti difficili. Sono molto soddisfatto del carattere dei ragazzi: dopo due vittorie consecutive possiamo guardare avanti con fiducia».
Più diretto il centrale Nicolò Volpe: «Forse abbiamo avuto dieci minuti di buio totale, ma siamo stati bravi a riprenderci. La squadra è unita, si lavora bene insieme e si vede anche in campo. L’importante è la continuità».
Sette muri personali per lui, simbolo di una partita vinta anche con la testa.
La Sviluppo Sud sale così a 7 punti in classifica, ma soprattutto guadagna qualcosa che vale di più: consapevolezza.
Perché vincere è importante, ma convincere lo è ancora di più: e stavolta, al PalaCatania, la squadra di Montagnani ha fatto entrambe le cose.











