
Che il Catania resti in Serie C fa comodo un po’ a tutti.
No, non è un pesce d’aprile dato che ancora siamo a novembre e nemmeno una battuta da cabaret.
E’ un concetto molto chiaro che, giorno dopo giorno, da aleatorio sembra trasformarsi in concreto.
Ed esistono dei segnali ben precisi che spingono in questa direzione.
Tralasciando, almeno per il momento, in questa sede, quelli "interni" di cui abbiamo più volte scritto e parlato e che quest’anno sembrano arginati, ci concentreremo su quelli "esterni" ovvero fuori dal contesto societario.
Si, proprio così, quelli esterni.
Perché il Catania è un lusso a cui la Serie C non pare proprio voler rinunciare.
Banale, ma inevitabile ritornare sui motivi principali: Catania ha numeri che nessun’altra piazza di C (a dir il vero anche di B e di A in certi casi) riesce ad avere.
Catania ha numeri di pubblico e numeri, importanti, di audience.
Catania porta al movimento Serie C e alle televisioni che la trasmettono una visibilità che, difficilmente, altre piazze potrebbero portare.
Catania, dunque, per la Serie C è un patrimonio importante, in un certo senso da proteggere o conservare...
Anche questa non è una battuta, casomai una provocazione.
In questo senso, negli ultimi giorni di segnali che portano in questa direzione ne sono arrivati diversi, in realtà tutti ravvicinati.
Quello clamoroso è rappresentato dalle 4 giornate di squalifica a Ierardi in seguito all’espulsione rimediata a Caserta.
Il giocatore del Catania avrà anche fatto una stupidaggine colossale, ma 4 giornate di squalifica non si danno nemmeno davanti ad una scazzottata o ad un’aggressione “a mano armata”.
Una totale esagerazione e lo diciamo senza campanilismo.
Questo, insieme al rigore assegnato alla Casertana che continua, ai nostri occhi, a rimanere piuttosto dubbio, e siamo generosi a tal riguardo.
In mezzo a questo “mare mostrum” di segnali abbastanza palesi, ci sono quelli più sottili, che solo dopo un’attenta analisi vengono a galla.
Prima di cennarli é ovvio che in premessa siamo interessati a capire il reale peso specifico di Vincenzo Grella nel ruolo di consigliere di lega.
Ed allora: quasi in concomitanza con la maxi squalifica a Ierardi, la Lega di Serie C ha comunicato il calendario delle gare di campionato fino alla prima giornata di ritorno che poi è anche la prima del nuovo anno.
La prima cosa particolare: alla giornata numero 17 il Catania gioca nuovamente di venerdì sera, alle 20.30, in casa contro il Crotone.
Se si esclude Trento-Cittadella nel girone A, anticipata per questioni di ordine pubblico legate alla concomitanza di un altro evento, quella del Catania sarebbe stata l’unica partita dei campionati professionistici italiani giocata venerdì 5 dicembre.
E’ chiaro che trattasi di una scelta legata alla gestione dei palinsesti televisivi, ma è anche vero che, come già successo nell’ultimo turno di campionato, le due principali avversarie del Catania, ovvero Salernitana e Benevento (impegnate rispettivamente in casa contro il Trapani e in trasferta contro la Cavese), hanno due giorni a disposizione per digerire e gestire il risultato dei rossazzurri.
Al contrario, nell’ultimo turno prima delle festività natalizie, il venerdì viene assegnato al Benevento (impegnato in casa dell’Audace Cerignola), il sabato alla Salernitana (in casa contro il Foggia), mentre al Catania viene concessa la domenica (alle 14.30 al Massimino contro l’Atalanta U23).
Peccato che si tratti di domenica 22 dicembre e che al Benevento, in questo caso, vengano regalati due giorni in più di riposo che equivalgono poi, per i giocatori, alla possibilità di passare due giorni in più in famiglia a ridosso del Natale.
Ironia della sorte: lo stesso Benevento che chiude il 2025 di venerdì, riapre il 2026 di lunedì sera (il 5 gennaio alle 20.30 in casa contro il Crotone).
Sostanzialmente i giallorossi di Auteri (grazie al calendario naturalmente ) potranno godere di 3-4 giorni di riposo in più rispetto agli avversari.
Solo coincidenze, ovviamente, buon campionato a tutti.










