
Tutta colpa di un cartellino giallo.
È bastato questo per scrivere la parola fine su una cavalcata europea da applausi.
La Covei Meta Catania Bricocity saluta la Champions League dopo tre giornate vissute da protagonista al PalaCatania, davanti a un pubblico che ha riscoperto l’orgoglio del futsal rossazzurro.
Sabato sera, nella gara decisiva contro i finlandesi dell’Akaa, i ragazzi di Juanra hanno compiuto un’autentica impresa vincendo 9-3, sfiorando il miracolo sportivo che avrebbe potuto ribaltare il destino del girone.
Stessi punti dell’AEK Atene, stessa differenza reti, stessi gol realizzati.
Ma un cartellino giallo in più rispetto ai greci ha deciso tutto, condannando gli etnei a un’eliminazione tanto incredibile quanto amara.
DAL POKER D’ESORDIO ALLA RIMONTA DI CARATTERE. Il Main Round si era aperto nel miglior modo possibile.
Giovedì, la Meta Catania aveva travolto i tedeschi del Weilimdorf con un netto 6-1: una gara autoritaria, segnata dalla tripletta di un incontenibile Michelino Podda e dalle parate decisive di Siqueira. L’esordio al PalaCatania aveva fatto sognare: squadra brillante, pubblico in delirio e sensazione di poter davvero lottare per il primo posto del girone.
Il secondo atto, venerdì sera, era stato una battaglia.
Contro l’AEK Atene, formazione solida e fisica, i rossazzurri avevano rimontato due volte grazie a Turmena e Pulvirenti, sfiorando addirittura la vittoria nel finale.
Il 3-3 aveva lasciato aperte tutte le possibilità, ma anche la consapevolezza che contro l’Akaa sarebbe servita una partita perfetta.
SABATO DI FUOCO E IL VERDETTO PIÙ AMARO. E perfetta lo è stata, almeno sul campo.
Contro i finlandesi dell’Akaa, Musumeci e compagni hanno spinto dal primo minuto, sospinti da oltre duemila tifosi.
Il PalaCatania è diventato una bolgia: gol, emozioni, power play costante e una voglia di ribaltare un destino che sembrava segnato e che ha, veramente, commosso i presenti. Turmena, Sacon, Podda e Brunelli hanno firmato una vittoria travolgente, chiusa sul 9-3 e salutata come un trionfo.
Poi, la notizia che nessuno voleva sentire: a parità di tutti i parametri, il regolamento UEFA premia l’AEK Atene per il minor numero di cartellini gialli ricevuti.
Una beffa surreale, che toglie alla Meta Catania la qualificazione ma non il merito di aver tenuto testa a club di alto livello europeo.
APPLAUSI E ORGOGLIO. Alla fine, rimarranno impresse nella memoria le immagini di un PalaCatania gremito, di una squadra coraggiosa e di un gruppo che ha saputo esaltare la città.
Il progetto rossazzurro cresce, e questa Champions, pur con il finale più crudele, resterà un segno di maturità e di forza collettiva.











