
Ci sono voluti ben nove mese per trovare una squadra capace di battere la Meta Catania nel suo palazzetto.
Per la legge dei grandi numeri, prima o poi doveva accadere e forse è meglio che sia accaduto in avvio di stagione.
A interrompere la lunga striscia positiva dei campioni d’Italia è la Roma, che si impone 2-1 con una prestazione di grande solidità e concretezza.
Decisivo Fortino con una rete per tempo, ma soprattutto l’estremo difensore Ducci, protagonista assoluto di una giornata che resterà nella memoria dei giallorossi.
Juanra, ancora privo del capitano Carmelo Musumeci e dello squalificato Siqueira, ha scelto di non convocare Brunelli. Nonostante le assenze, la squadra etnea ha iniziato con piglio aggressivo, spinta da oltre 1500 spettatori accorsi al PalaCatania per sostenere i rossazzurri.
L’avvio è stato vivace e combattuto, con la Meta Catania capace di controllare il possesso e creare le prime occasioni.
Mario Musumeci ha avuto la palla del vantaggio ma da posizione favorevole ha calciato alto.
Subito dopo, Drahovsky, Pulvirenti e Turmena hanno provato a sbloccare il match, ma Ducci ha risposto con interventi di grande reattività.
Alla prima occasione utile, però, la Roma ha colpito: Fortino ha inventato per Cutruneo, che gli ha restituito il pallone per l’1-0.
La reazione catanese è stata immediata. I rossazzurri hanno aumentato la pressione, costringendo Ducci a una doppia parata miracolosa su Mario Musumeci.
E proprio nel finale di primo tempo, Podda (dopo un primo tentativo respinto) ha trovato il guizzo giusto per riportare il match in equilibrio: 1-1 e applausi del pubblico etneo.
Nella ripresa la storia si ripete: la Meta Catania parte bene ma la Roma, alla prima occasione, trova nuovamente il vantaggio con Fortino, abile a girarsi e a battere Timm con freddezza.
Da quel momento comincia un assedio costante dei rossazzurri, guidati da Mario Musumeci e Podda, che però si infrange sempre contro l’impenetrabile muro di Ducci.
Proteste vibranti dei padroni di casa per un contatto in area tra Fortino e Pulvirenti non sanzionato, poi un finale al cardiopalma: power play, uomo in più e numerose occasioni, con Turmena e Drahovsky vicinissimi al gol del pareggio. A
ll’ultimo secondo, la traversa colpita da Drahovsky ha sancito definitivamente la resa di giornata.
Un ko che pesa, ma che non scalfisce la solidità e la crescita di un gruppo che ha mostrato personalità, ritmo e spirito di squadra. Il PalaCatania cade dopo nove mesi, ma la Meta Catania resta in piedi, pronta a ripartire più determinata di prima.










