Quando lo sport supera il perimetro del campo e diventa presidio educativo e sociale.
È questa la missione di “Affido Sportivo”, il progetto promosso da CSAIn Sicilia e finanziato dal Dipartimento Famiglia della Regione Siciliana, è stato presentato nell’Aula B della Torre Biologica dell’Università di Catania durante il convegno “Costruire il futuro con i giovani. Il potere dello sport: strumenti e strategie per il contrasto alla devianza”.
Un’iniziativa che prende spunto dal modello dell’Affido Culturale e che per dodici mesi coinvolgerà cinquanta minori tra i 6 e i 18 anni, residenti nei quartieri a rischio del capoluogo etneo, insieme a cinquanta famiglie e a una rete di volontari.
L’obiettivo è chiaro: contrastare dispersione scolastica e devianza minorile trasformando le associazioni sportive dilettantistiche in vere e proprie “famiglie educanti”.
UNA RETE CHE EDUCA. La regia del progetto è affidata a CSAIn Sicilia, con il presidente nazionale Salvo Spinella in prima linea: «Abbiamo scelto Catania perché è una città complessa, ma ricca di energie. Vogliamo costruire una comunità educante capace di sostenere 50 minori in condizioni di vulnerabilità sociale».
Il coordinatore delle azioni progettuali, Salvo Filippello, ha annunciato il coinvolgimento diretto di otto scuole nei quartieri di Librino, San Giorgio, San Cristoforo, Picanello, Zia Lisa e Fortino. In campo ci saranno istruttori sportivi, pedagogisti, educatori e cinquanta volontari: un fronte compatto per accompagnare bambini e ragazzi attraverso sport, laboratori e sostegno scolastico.
I QUARTIERI AL CENTRO
Librino, San Giorgio, San Cristoforo, Picanello, Fortino e Zia Lisa: sono queste le aree dove “Affido Sportivo” punta a incidere maggiormente, restituendo ai giovani opportunità concrete di crescita. Una sfida ambiziosa, che porta lo sport fuori dai palazzetti e lo rende strumento di riscatto e speranza.

LE VOCI ISTITUZIONALI. Il convegno, moderato dal sociologo Agostino Marottoli, ha visto gli interventi di numerose autorità, dal presidente del Tribunale per i Minorenni di Catania, Roberto Di Bella, al presidente del CONI Sicilia, Enzo Falzone, fino al garante per l’infanzia Giuseppe Vecchio.
Tutti hanno sottolineato il valore dello sport come strumento di inclusione e crescita, rilanciando il progetto come modello replicabile in altre realtà italiane.
I TESTIMONIAL. A sostenere l’iniziativa anche grandi nomi dello sport: Orazio Arancio (rugby), Claudia Vinciguerra (pallanuoto), Tania Senio (basket), Salvo Bianchetti (calcio), oltre ai campioni mondiali di ju jitsu Giada Costa e Salvo Molino.
Tra i simboli scelti per rappresentare il progetto ci sarà anche Giovanni Marchese, ex calciatore di Serie A con Catania e Genoa.
Il primo a prestare la sua testimonianza sul campo è stato invece Mattia Faraoni, campione del mondo di kickboxing, che ha partecipato a uno stage ad Acireale.











