
Quando si analizza un campionato il giudizio è sempre complessivo ed il racconto di una singola gara non può eludere quanto successo prima e durante.
Ecco come la partita che il Catania ha pareggiato per uno a uno a Trapani non può non essere definita una buona gara, sia solo per l’atteggiamento dei rossazzurri, lontano parente di quello visto a Cosenza ed in casa contro il Sorrento.
Una buona partita condizionata, però, dai soliti problemi: assenze, ancora troppe, scelte, poche, ed errori in campo a volte anche grossolani.
POCHE NOVITA’. Rispetto alle attese della vigilia Toscano non mette in atto la rivoluzione che magari qualcuno si aspettava, anche perché non avrebbe neanche gli uomini a disposizione per poterlo fare.
Lunetta viene promosso titolare al posto di Jimenez, ma per il resto l’allenatore non ha alternative.
Non si possono regalare dopo poche giornate di avvio di campionato cinque, sei giocatori in rosa, gran parte dei quali titolari.
E se questo vizio non si debella una volta per tutte, il Catania non potrà competere per l'unica posizione che vale e che conta.
La prima.
ATTEGGIAMENTO PROMOSSO. Come detto è l’atteggiamento la cosa più vicina alla rivoluzione che si palesa nel Catania in campo a Trapani: un atteggiamento per lunghi tratti aggressivo con grande densità in campo così come vuole Toscano.
Può bastare? No, perché per vincere le partite servono i gol ed il Catania, dopo gli exploit delle prime gare, ha dimostrato ancora una volta di essere poco incisivo nel reparto offensivo.
La pessima gestione iniziale di Caturano sta imponendo un costo così come è inopinato avere acquisito le prestazioni di un giocatore come Rolfini che alla sesta giornata di campionato si è già fermato due volte con la conseguenza di non averlo ancora mai visto in campo.
Come Caturano, del resto.
PRESSIONE NON CONCRETIZZATA. A dir il vero le azioni i rossazzurri le hanno costruite: ma o hanno sbagliato sotto porta o si sono persi nell’ultimo passaggio.
Le assenze, in questo senso, ripetiamo, si fanno sentire: il fiuto del gol di Caturano (che il Catania aspetta come il Godot di Samuel Beckett) e alla trequarti ed a metà campo la qualità di D’ Ausilio e Aloi.
TROPPI GOL SBAGLIATI. Il risultato è che la superiorità mostrata in campo non viene concretizzata.
E se il primo tempo è quello delle buone intenzioni e dei gol sprecati, la ripresa lascia spazio ai fatti.
Solo che i fatti, ovvero il gol, lo fa prima il Trapani con Fischnaller che sfrutta una dormita rossazzurra su un calcio di punizione.
Al Provinciale si teme cali la notte, almeno per il Catania, mentre il Trapani esalta sé stesso ed i suoi tifosi.
LUNETTA RIACCENDE IL CATANIA. Toscano, però, ha un’arma in più contro l’oscurità: un talismano che, non a caso, ha a che fare con la luna e che risolve i problemi.
Si chiama Lunetta ed è l’unico del Catania che sembra capace al momento di buttarla dentro.
L’unico perché poi l’occasione per ribaltarla arriva anche al centravanti titolare, Forte, che invece di segnare, sbaglia un calcio di rigore in movimento ed il risultato resta ancorato al pareggio mentre ai punti (le occasioni create) probabilmente il Catania avrebbe meritato di più.
Sarà una maledizione quella che colpisce gli attaccanti quando arrivano a Catania o forse sarà altro che, magari, un giorno scopriremo.
Ma il problema è sempre lo stesso.
Il Catania paga gli infortuni, la pressione che arriva dagli altri risultati e le conseguenze dei punti cominciati a perdere per strada malamente.
Perché un pari contro questo Trapani ci può anche stare, ma è troppo "poco" dopo Cosenza e Sorrento ed è pure troppo poco per rilanciarsi in campionato, considerando anche i risultati di Salernitana (sconfitta in casa dal Cerignola prossimo avversario del Catania) e del Benevento.
Un’occasione sprecata che ricorda tanto, troppo, quelle perse nella passata stagione.
Di buono c’è il passo in avanti rispetto alle ultime gare, sia fisico che di tenuta mentale dovuto, certamente, anche alla mossa di confermare e prolungare il contratto di Toscano, dando ulteriore forza al tecnico e smorzando sul nascere le voci di esonero che si erano levate un po' ovunque.
Adesso è necessario recuperare gli infortunati e concentrarsi, società, squadra e tecnico con la massima e più efficace determinazione e professionalità.
L'obiettivo è possibile ma non si può né si devono più ripetere gli stessi errori della scorsa stagione e della settimana che ha preceduto il tonfo di Cosenza.
A buon intenditor poche parole.










