
Lo sport come arma per vincere la dispersione scolastica e regalare nuove chance ai giovani dei quartieri più difficili di Catania.
È questa la sfida di Affido Sportivo, progetto firmato CSAIn Sicilia e finanziato dalla Regione Siciliana, che punta a trasformare le società sportive in vere e proprie famiglie affidatarie capaci di accompagnare ragazzi e famiglie in un percorso di crescita.
CINQUANTA RAGAZZI IN CAMPO. Saranno 50 i giovani tra i 6 e i 18 anni che scenderanno in campo grazie al progetto, segnalati da scuole e istituzioni nei quartieri di Librino, San Giorgio, San Cristoforo, Picanello, Fortino e Zia Lisa.
Accanto a loro ci saranno 50 famiglie e 50 volontari, pronti a sostenere un cammino che non si limita all’attività sportiva, ma comprende laboratori culturali, sostegno scolastico e tutoraggio personalizzato.
Ogni ragazzo firmerà un Patto Educativo-Sportivo di Corresponsabilità, con un piano personalizzato che unisce allenamenti, studio e momenti di comunità.
L’obiettivo è chiaro: offrire una seconda possibilità a chi rischia di restare ai margini.
UNA SQUADRA VINCENTE. A guidare il progetto c’è il prof. Salvatore Bartolo Spinella, presidente nazionale CSAIn, affiancato da un team che comprende Salvo Filippello (coordinatore), Nunzia Catalfo (comunicazione), Giuseppe Lombardo (area sportiva) e Alessandra Di Blasi (rendicontazione).
La rete è da grande squadra: otto scuole cittadine, l’Università di Catania con il C.R.A.M., il CONI, l’Ordine degli assistenti sociali, il Tribunale per i Minorenni e diverse associazioni radicate nei quartieri come Marianella García, Officine Culturali e Trame di Quartiere.
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NUOVI RINFORZI DI PRESTIGIO. Come in ogni rosa che punta in alto, arrivano anche due “colpi di mercato” di grande spessore: il prof. Giuseppe Vecchio, Garante per l’infanzia e l’adolescenza, e la prof.ssa Agata Pappalardo, Cavaliere al Merito della Repubblica e da anni in prima linea contro la dispersione scolastica.
“Vogliamo costruire un patto educativo che coinvolga scuole, famiglie e istituzioni - spiega Vecchio - per dare ai giovani un futuro diverso”.
Un concetto ribadito dalla prof.ssa Pappalardo: “È fondamentale rafforzare la comunità educante attraverso presìdi sportivi ed educativi. Lo sport deve diventare la vera alternativa”.

TESTIMONIAL D’ECCEZIONE A dare ancora più forza al progetto ci sono due firme autorevoli: il giudice antimafia Roberto Di Bella, presidente del Tribunale per i Minorenni e ideatore del programma Liberi di Scegliere, e Roberta Montalto, direttrice dell’Ufficio Servizio Sociale per i Minorenni.
IL FISCHIO D’INIZIO. “Non organizziamo solo attività sportive, costruiamo percorsi di vita - sottolinea il coordinatore Filippello - vogliamo piantare semi di futuro nei campi più difficili”.
La partita è appena cominciata, ma la sensazione è che Affido Sportivo abbia tutte le carte in regola per diventare un modello vincente, capace di portare in gol non solo i ragazzi coinvolti, ma un’intera comunità.











