
E’ ancora calcio d’agosto, il campionato è un’altra cosa, si fa sentire il peso della preparazione, è ancora tutto work in progress.
Le attenuanti dopo una partita giocata il 17 di agosto sono tantissime, infinite.
Lanciarsi in giudizi sommari sarebbe imprudente e anche poco professionale.
Meglio osservare, limitandosi a valutare provando a essere più obiettivi che mai.
Una cosa però va detto: perdere ed uscire da una competizione al primo turno non è mai piacevole, ma anche su questo argomento le attenuanti non mancano. Insieme a tutte quelle già citate in testa, va aggiunto un sorteggio non particolarmente favorevole e un esordio in trasferta e a gara unica contro una pari grado del prossimo campionato.
Ecco perché la sconfitta nel primo turno di coppa Italia per 1 a 0 in casa del Crotone lascia un po’ di amaro in bocca e porta subito via un’ancora di salvezza (come dimostrato nella prima stagione di Serie C) in caso di difficoltà in campionato.
Ma torniamo alle valutazioni.
Il Catania visto a Crotone, questa volta non è una frase fatta, è ancora work in progress: deve essere così.
Una squadra ancora imballata, con le gambe pesanti per via della preparazione, senza ancora una chiara identità e legata, inevitabilmente, alla giocata del singolo.
Tanti, troppi errori nei passaggi hanno contraddistinto il Catania sceso in campo a Crotone che per non far dimenticare subito ai suoi tifosi la passata stagione, ha preso gol in avvio di gara alla prima, e forse unica, distrazione difensiva.
Un dejà vu che non risulta inquietante, appunto, solo perché a metà agosto tutto è ancora concesso.
E’ concesso perché ancora il mercato può, e forse deve, portare qualcosa e soprattutto perché, nonostante ci si trovi all’inizio, il Catania di Crotone era strapieno di assenti e infortunati.
Un particolare che, purtroppo, riporta in auge cattivi pensieri legati al campo di allenamento (in attesa di Torre del Grifo) e alla gestione e composizione dello staff medico.
Tutto male, dunque? Assolutamente no.
Diverse cose buone, da limare e migliorare in vista dell’esordio in campionato contro il Foggia domenica prossima allo stadio Massimino.
Cicerelli, Donnarrumma e Casasola (sua l’unica azione pericolosa del primo tempo rossazzurro) su tutti, ma anche Lunetta e l’atteggiamento con cui si è affrontata la seconda frazione in cui il Catania ha dimostrato di poter recuperare o addirittura vincere, ma è mancato il gol (che non è una banalità).
C’è poi un reparto arretrato che, al netto dello svarione che ha portato al gol di Murano, da la sensazione di essere decisamente più quadrato rispetto alla passata stagione.
Le migliorie, poi, arriveranno grazie al rientro degli infortunati e, magari, anche dal mercato.
Manca qualcosa in avanti, anzi manca il centravanti che fa la differenza, quello che riesce a mettere la zampata vincente e il suo marchio di fabbrica, così come nei momenti migliori faceva Roberto Inglese: su questo non abbiamo alcun dubbio e paura di essere smentiti.










