
Chi è in cerca di polemiche, intrighi, sotterfugi vari o di cattive notizie può già passare oltre.
Quello che leggerete oggi non sarà un pezzo che pone dubbi, sottolinea le incertezze o ribadisce le inesattezze.
Oggi vi proponiamo un testo carico di speranza, spirituale come la terra umbra in cui il Catania prepara la nuova stagione.
E’ giusto così quando ci si appresta a vivere un nuovo campionato, quando ancora è tutto da scrivere.
Il Catania è a Norcia, in Umbria nella terra in cui nacque San Benedetto, per lavorare sulla carta con temperature decisamente più fresche rispetto a quelle siciliane e, soprattutto, lontano dal calore (quello umano) di una piazza che ama con una tale passione che, certe volte, addirittura opprime.
E’ un Catania nuovo, non tanto dal punto di vista tecnico, ma dirigenziale.
Al fianco di Vincenzo Grella, quest’anno, ci sono il direttore generale Alessandro Zarbano, il direttore sportivo Ivano Pastore (per lui una promozione dopo l’addio di Daniele Faggiano) e, altra new entry, l’ex ufficio stampa del Milan, Giuseppe Sapienza che entra a far parte dell’ufficio comunicazione della società (che rimane invariato per componenti e ruoli) con supervisione di altre aree e con un ruolo di strategist, in sostanza un dirigente a 360 gradi.
Detto questo: con il messaggio augurale del presidente Ross Pelligra in occasione dei tre anni di storia della nuova società, parte ufficialmente la nuova stagione del Catania, che ha avuto già un antipasto al Cibalino con le prime sgambate post vacanze.
Una stagione che parte, e non è una novità, con le migliori intenzioni e con tanti buoni propositi.
A tutto questo vogliamo dare fiducia.
La base più importante, e finalmente non più solo un proposito, è certamente la presentazione della cauzione di 600 mila euro richiesta dalla curatela fallimentare per far partire la procedura che dovrebbe portare il Catania Fc ad acquisire il centro sportivo di Torre del Grifo.
Sulla gestione di questa vicenda e sulle indiscrezioni (tutte false) fatte recapitare al mondo da navigati piccioni viaggiatori, stendiamo un velo perché fuori fa davvero caldo.
Nel frattempo, proprio ieri, è partita la nuova campagna abbonamenti con un clame dedicato proprio alla ricerca del ‘Noi’ e con prezzi invariati rispetto alla passata stagione.
Anche questa, senza facile retorica, è cosa buona e giusta ed è doveroso ammetterlo, fortunatamente, smentisce alcune preoccupazioni che avevamo palesato.
Sul fronte prettamente sportivo è tutto ancora work in progress: ma è ormai inevitabile con il mercato praticamente infinito. Pensare di avere la rosa completa a luglio, ormai, è anacronistico.
La conseguenza è che alcuni sono partiti per Norcia (non abbiamo i nomi ufficiali e quindi non ci lanciamo in previsioni), altri, ovvero quelli che non rientrano nel progetto tecnico, sono rimasti a Catania dove si alleneranno in attesa di trovare una collocazione o di rescindere il contratto.
Quanto successo nella passata stagione dimostra che non è situazione piacevole, ma è anche vero che Mimmo Toscano non può pensare di andare in ritiro con 30 o più giocatori.
Tra le cose positive è certamente da inserire l’arrivo di Casasola e Rolfini e, in attesa di ufficialità, quello dell’attaccante Forte (la speranza è che il cognome confermi le premesse), Pieraccini e Donnarumma.
Sulla stucchevole vicenda Capomaggio è meglio glissare perché si è detto e scritto troppo, come su questo presunto duello di mercato tra Catania e Salernitana ovvero tra Pastore e Faggiano.
Non abbiamo certezza ci sia malafede e quindi, insegnano i saggi, è meglio starsi zitti.
I giudizi sulle mosse di mercato hanno lo stesso valore delle chiacchiere da “Bar dello Sport”: alcuno.
La storia degli ultimi anni ha dimostrato che nomi roboanti o giocatori che nella stagione antecedente al loro arrivo hanno fatto faville, a Catania sono risultati dei flop assoluti.
Nello stesso tempo ingaggi sulla carta di rincalzo possono diventare l’arma in più della stagione.
E’ il campo l’unico e ineluttabile giudice assoluto, ma almeno dopo una decina di partite di campionato.










