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Il Catania, il mercato e il piccolo ‘golpe’ di gennaio

24-01-2025 05:00

Alessandro Fragalà e Giuseppe Rapisarda

Calcio, Cronaca, Focus, catania-fc, calcio, calcio-catania,

Il Catania, il mercato e il piccolo ‘golpe’ di gennaio

Breve analisi di quanto succede all'interno del Catania Fc a, ormai, pochi giorni dalla chiusura del calciomercato di gennaio

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Le cessioni, gli acquisti (pochi), il cambio del campo di allenamento, le inibizioni a Pelligra, Grella e Bresciano, la almeno apparente mancanza di lucidità di Toscano, l’assenza di vittorie. Una squadra per ammissione del suo tecnico improvvisamente fragile e impaurita . Uno spogliatoio che, nuovamente, rivela divisioni interne. 

 

Sembra un "elenco di dolori" ed , invece, è solo la sintesi, peraltro molto riduttiva, di quello che succede in casa Catania Fc.

 

Una sintesi che in un tentativo un po’ azzardato di riassumere il concetto in pochissime parole, si può trascrivere dicendo: confusione totale.  Ci risiamo, quindi.

 

Il Catania è ancora una volta in confusione e, per certi aspetti, quello che sta succedendo ora appare uno sgradito dejavù di quanto accaduto a gennaio di un anno fa. In quel caso la confusione si è palesata in una serie, anzi in una enormità, di acquisti "nevrotici" con la voglia di rivoluzionare la squadra, ma in realtà con la volontà di rimuovere ogni legame con il direttore sportivo che quella squadra aveva imbastito, ovvero Laneri. Una rivoluzione quella che, se si esclude la vittoria della Coppa Italia, portò solo all’aumento vertiginoso del monte ingaggi (non inventiamo nulla perché nel bilancio è chiarissimo). 

 

E quest’anno? Ci sono delle differenze, ma il leit-motive è sempre lo stesso. Risultati che non arrivano, giocatori forti che a Catania si trasformano in brocchi, pessima gestione degli stessi, malumore della piazza e allenatore (di nuovo) messo in discussione da una parte dello spogliatoio. Un film già visto, con la differenza che Toscano non è Tabbiani e che i soldi per fare la rivoluzione o non ci sono più o il Gruppo Pelligra non ha più intenzione di uscirne. 

 

Comprendiamo le ragioni se fosse quest'ultimo caso, molto meno la mancata rimozione delle ragioni degli sperperi, che restano di natura e origine societaria.

 

Ma in realtà anche quest’anno una rivoluzione in atto c’è. Un piccolo golpe lo potremmo definire, usando un paragone, volutamente forzato, con la storia politica.  Ma la rivoluzione del gennaio ’25 è proprio nella governance. Quest’estate il carisma e l’esperienza di Faggiano, unita al carisma e all’esperienza di Toscano, avevano dato un’inquadratura chiara alla situazione, mettendo in disparte coloro che potevano ledere alla serenità del gruppo. 

 

L’assenza prolungata prima e definitiva poi di Faggiano per questioni  prioritarie di salute, hanno cambiato le carte in tavola. Il gruppo umano, isolato in estate,  pare avere ripreso il  controllo societario, Toscano è rimasto solo e il gruppo squadra in modo correlato ha cominciato a perdere i propri punti di riferimento originari. 

 

Gli addii di Verna e Carpani, giocatori tra i pochi ad avere mercato, in questo senso, sono altresì  il chiaro messaggio del cambio al vertice, confermato anche dalla volontà di altri elementi di andare via come D'Andrea, accontentato nella sua volontà di ritornare a Cerignola. L’arrivo di Del Fabro un palliativo denso di incognite. C'è un certo Sasà Monaco in quel ruolo inopinatamente, senza alcuna motivazione addotta, ad essere fuori squadra.

 

Nessun giudizio a priori. Solo sensazioni che il campo, giudice assoluto, potrà smentire o confermare. Giugliano, (toh i fantasmi di strane partite che tornano), Monopoli e Cerignola rappresentano un esame più che probante per capire se, questa volta, la strada è giusta o sbagliata. 

 

Intanto era certamente sbagliata quella del Cibalino. Risibile essersene accorti dopo una stagione e mezza.

 

 

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Il Catania, viene detto provvisoriamente, proseguirà gli allenamenti al Valentino Mazzola di Misterbianco. Un’ottima struttura in erba sintetica che rimane in scia sulla direttrice Cibali-Nesima e, appunto, Misterbianco. Le strade che dovrà percorrere, più volte, anche il nuovo direttore generale. 

 

Grella lo ha annunciato, ma ancora non ha preso forma (così come nome e logo a dir il vero). Fonti accreditate ci confermano che personaggi di spicco del mondo del calcio e che conoscono bene la piazza di Catania, abbiano caldeggiato la possibilità di un sondaggio con la società. Figure, però, troppo ingombranti per una dirigenza in cui, al momento, tecnicamente persistono due direttori sportivi, forse tre perché pare ce ne sia uno in pectore; un vicepresidente anche amministratore delegato, un direttore marketing, un collaboratore ufficialmente responsabile dello Slo ma che, anche in questo caso in pectore, ha un grande peso specifico nella direzione societaria e gestione dei flussi commerciali e delle simpatie societarie verso l'esterno.

 

Un panorama già di per sé molto denso, in cui difficilmente potrebbe inserirsi una figura prestigiosa e dal pedigree impegnativo. Ma anche in questo caso non rimane che attendere, senza lanciarsi in frettolosi giudizi che il tempo ci consegni le risposte sulle tante incognite che rendono nuvoloso il cielo sopra il Catania.

Direttore editoriale

Pierluigi Di Rosa

Direttore Responsabile

Alessandro Fragalà

Sudsport è una testata del Gruppo SudPress

Registrazione Tribunale di Catania n. 18/2010 – PIVA 05704050870 - ROC 180/2021 Edito da: Sudpress S.r.l. zona industriale, c.da Giancata s.n. – 95121 Catania

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