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L’ultima volta del “Pirata” a Foggia

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28/05/2010 L’ultima volta del “Pirata” a Foggia
di Michele Gramazio - CONTATTA   

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Nome: Michele Gramazio
Qualifica: Articolista

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L’ultima volta del Giro d’Italia a Foggia sembra distante anni luce, sebbene a ben guardare non è così lontana nel tempo.

Risale al 21 maggio 1999, un soleggiato venerdì di primavera, quando è in programma per la settima tappa della corsa rosa la "pianeggiante" Foggia-Lanciano di 153 km. Il giorno prima, per la Lauria-Foggia, era stato fissato su Corso Roma, per l’occasione trasformatosi in lungo rettifilo finale adatto ai velocisti, uno dei rari arrivi in città dal dopoguerra in poi. Ad aggiudicarsi la tappa al fotofinish era stato il lettone Vainsteins che l’aveva spuntata su Guidi e soprattutto su Missaglia, crollato negli ultimi metri dopo aver cercato invano l’azione vincente a un chilometro dal traguardo.

Certo, a scorrere i nomi, tutta un’altra storia rispetto ai fasti di un tempo quando a vincere nel capoluogo dauno, davanti a Girardengo, poteva essere Alfredo Binda o come quando tra i protagonisti di tappa si poteva annoverare Fausto Coppi.

Il primo si aggiudicò la Napoli-Foggia del 26 maggio 1926 quando i dirigenti dell’allora Sporting Club Foggia riuscirono a far ospitare l’arrivo della tappa del Giro all’interno dello Zaccheria, il campo sportivo inaugurato pochi mesi prima, e con l’incasso della giornata, 60.000 lire di quei tempi, poterono permettersi di saldare i debiti accumulati per la costruzione dell’impianto.

Il mitico rivale di Bartali contribuì a radunare una folla immensa di tifosi sugli spalti, sempre dello Zaccheria, nello stesso giorno del 1951 (foto).

Ma anche quel Giro del 1999 celebrava i suoi campioni. Nessuno però poteva immaginare quello che di lì a poco sarebbe accaduto.

Tra i corridori che, in quel venerdì di primavera, salivano in passerella per salutare la folla prima della partenza vi era il mitico "Pirata", all’anagrafe Marco Pantani. Sarebbe stata l’ultima apparizione a Foggia del campione romagnolo.

Entrato nel cuore dei tifosi dopo la mitica tappa dell’Aprica, durante il giro del 1994, quando dopo aver vinto il giorno precedente a Merano la sua prima gara da professionista, si era ripetuto permettendosi il lusso di attaccare dapprima sul terribile Mortirolo il leader della corsa Berzin e poi sul valico di Santa Cristina il grande Indurain, Pantani quel giorno è ormai un campione affermato e tutti lo cercano per l’agognato autografo.

Dopo alcuni anni altalenanti, infatti, a causa anche di brutte cadute che lo avevano coinvolto, il 1998 era stato l’anno della consacrazione. Si era finalmente aggiudicato il Giro d’Italia, lasciandosi alle spalle il russo Tonkov e soprattutto aveva restituito ai colori italiani la vittoria al Tour de France. Dopo aver perso, infatti, nei primi giorni di gara oltre 5 minuti dal suo avversario più temibile Jan Ullrich, imbattibile a cronometro, Pantani aveva dato vita ad una incredibile rimonta sulle strade dei Pirenei, culminata nello scatto più noto del ciclismo recente, avvenuto sul celebre Galibier a più di 50 km. dall’arrivo della tappa di Les Deux Alpes.

Pantani era entrato di diritto nel firmamento del ciclismo, uno dei pochi grandi campioni capaci di aggiudicarsi Tour e Giro nello stesso anno.

Ed il Giro del 1999 sembrava dover confermare le doti dell’asso di Cesena. Solo due settimane dopo la tappa foggiana, tuttavia, Marco Pantani che indossava la maglia rosa di leader e si preparava a bissare il successo nel Giro, viene estromesso dalla corsa prima della tappa di Madonna di Campiglio dopo un controllo a sorpresa antidoping che aveva riscontrato un valore elevato di ematocrito nel suo sangue.

Sarà l’inizio della fine. Marco Pantani si professerà sempre innocente ma nessuna sentenza riuscì a sciogliere i dubbi sull’assunzione di sostanze dopanti da parte del "Pirata". Le insinuazioni continue sul suo conto minarono fortemente il suo spirito e Pantani non tornò più ai suoi livelli. Si isolò dal mondo e cominciò a far uso di sostanze stupefacenti. La morte per overdose di cocaina che avvenne il giorno di San Valentino del 2004 in una stanza del Residence "Le Rose" di Rimini tolse al mondo del ciclismo una stella assoluta ma fece nascere un mito intramontabile.

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Fonte: Gazzetta.it